consiglio galatinaVenti giorni per ripensarci, venti interminabili giorni per una città in agonia, venti interminabili giorni in cui il sole brucerà come bruciante è stato il comunicato stampa del Circolo di Galatina del PD che, alle dimissioni proclamate in Consiglio dal primo cittadino, scarica la colpa sui dissidenti sia di prima che dell’ultima ora, dei dissidenti che si defilano al momento in cui capiscono di aver quasi perso la poltrona, venti giorni in cui le attese dei tanti aspiranti a quelle poltrone diventeranno incubo.

Così come in incubi si trasformeranno le speranze dei soliti noti, quelli che votano, i cittadini che meritano più rispetto da una politica locale che negli ultimi tempi ha pensato a glorificarsi delle cattedrali nel deserto, di inaugurazioni di nuove realtà immediatamente chiuse il giorno dopo, di tanti che hanno praticato la politica – sia a destra che a sinistra – non come bene comune ma hanno fatto sprofondare il tutto in un baratro che, salvo ripensamenti, porterà ad una gestione commissariale.

E di certo, quello è il minor male, perché un Commissario gestisce per i bisogni impellenti ed urgenti della collettività, non può avere programmi e qui in casa nostra di programmi non possono esserci perché mancano i soldi, i nostri soldi.

Votare contro un assestamento di bilancio, pur essendo parte di partiti che sono nella maggioranza, ma poi come consiglieri dichiararsi dissidenti, gruppi misti, bombe liberamente innescate, è pura follia, come follia è quella di uno dei dissidenti che non ha coraggio di dire da quale parte sta (forse perché non si sente parte di Galatina ma di frazione?).

Ecco, in un momento così delicato ci voleva solo coerenza, e la coerenza è anche politica, politica vera, non schermaglie, battibecchi, prese di posizione, così come chi si è defilato da tempo di fronte a responsabilità che hanno inchiodato chi avrebbe dovuto fare bene i conti. Già, perché se in politica valgono le idee, amministrare vuol dire coerenza perché si rappresenta tutti e non solo una parte dei cittadini. Perché la politica è saper stare tra la gente e per la gente, muoversi nel e sul territorio e non stare in una stanza a muovere le leve che più ci aggradano, perché facendo così prima o poi si rischia la catastrofe sulla testa degli altri.

E che catastrofe ci attende ora!

Siamo ad un punto cruciale della nostra storia locale. Il Commissario che sarà nominato, se il Sindaco non ritira le dimissioni e a questo punto non potrà ritirarle perché ne va anche della sua dignità, dovrà mettere mano a tutto partendo da quei conti che non tornano, da quelle spese folli fatte in un momento di sofferenza. Il Comune di Galatina come il Monte dei Paschi? Forse siamo lì, ma qui non interverrà nessuno ad aiutare, o forse si, i soliti noti cittadini.

Di fronte alla serietà di una crisi come quella attuale per il nostro Comune, il PD non può parlare di aspettative deluse, propositi di rivincita di una sparuta minoranza, istanze di parte perché questo vuol dire dare colpe, ma qui, la colpa, è dell’intera coalizione di maggioranza di cui il PD è il maggior partito.

Ed a conferma di ciò le parole del Sindaco in Consiglio che citiamo testualmente: “Un mio unico rammarico: quello di non essere riuscito a convincere alcuni amministratori sulle responsabilità che discendono dall'essere Organi di Governo di una Città e che impongono una diversa cultura dell'uso delle risorse pubbliche e sulla necessità di assumere gli equilibri di bilancio, quale obiettivo prioritario per lo sviluppo della Comunità e del benessere dei Cittadini.”

E già perché quello che è mancato è proprio il senso di responsabilità di alcuni, Piero LagnaTeresa Spagna, Fernando Baffa, Luigi Longo, così come il senso di responsabilità è mancato al consigliere di Rifondazione, Antonio Congedo che, astenendosi, ha dimostrato di non voler decidere o di non saper scegliere. Ovviamente non si salva Daniela Sindaco, “paladina dei quattro fuoriusciti democratici”, che solo alla fine, con uno scatto di “lungimiranza felina”, vota con la maggioranza, ma il danno era già stato fatto.

Il coraggio di andare a fondo con tutta la barca l’ha avuto solo il Sindaco, i marinai si sono dileguati. E ad i cittadini resta solo … l’acqua alla gola.

Orchestra Popolare di Puglia, estratto dal concerto di Galatina di giugno 2017

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