dimissioni sindacoNon c'è due senza tre è un noto proverbio della cultura popolare italiana. Wikipedia dice che l'idea alla base di questo proverbio è che se un evento non è unico, ovvero si ripete almeno due volte, molto probabilmente si ripeterà ancora. In realtà per le Amministrazioni galatinesi dell’ultimo decennio questo detto calza alla perfezione. Quindi dopo l’Amministrazione Antonica (uno), l’Amministrazione Coluccia (due) ora è la volta dell’Amministrazione Montagna (tre) a cadere prima della naturale scadenza, che sarebbe stata tra circa otto mesi.

Oggi, giovedì 18 agosto 2016, allo scadere del ventesimo giorno, durante una conferenza stampa il Dott. Cosimo Montagna, ancora nelle vesti di Sindaco di Galatina ha confermato le sue dimissioni annunciate nell’ultimo Consiglio Comunale del 29 luglio u.s.

Montagna, insieme agli Assessori Sabella, Tempesta, Vantaggiato e De Donatis, e alla presenza dei consiglieri restati fedeli, ha illustrato attraverso una serie di slide tutti i lavori che sono stati fatti in questi quattro anni di suo governo. Un elenco di opere fatte e con il dispiacere di aver lasciato il lavoro in sospeso.

Naturalmente non ha mancato a dare la sua spiegazione per come sono andate le cose, in particolare durante gli ultimi mesi, da quando la crisi interna alla maggioranza è sembrata acuirsi.

Partendo dalle sue prime dimissioni, frutto già allora di un voto differente in Consiglio, rispetto alla maggioranza, da parte di alcuni consiglieri Democratici e non risparmiando alcune stoccate a Piero Lagna, Teresa Spagna e Fernando Baffa.

Il gruppo dei dissidenti ha scambiato l'istituzione come una sezione distaccata del Pd” ha sottolineato Montagna, “non riesco ad associare un progetto che sia stato proposto dai tre dissidenti. Mentre da altri consiglieri ho ricevuto diverse proposte”.

Sono stato attaccato sulla poca trasparenza – continua Montagna – eppure abbiamo fatto circa 73 riunioni di maggioranze, praticamente una ogni 15 giorni. Come si può dire che non sono state condivise le scelte?”.

Forse  - dice Montagna - il capogruppo del Pd (ndr. Piero Lagna) che avrebbe dovuto avere un ruolo importante di cerniera, tra gruppo e giunta, ha abdicato al suo ruolo”.

Sul Presidente del Consiglio, Baffa, l’ex Sindaco afferma che “forse avrebbe dovuto avere maggiore prudenza e capacità di mediazione, mentre l'altra consigliera, Teresa Spagna, non è valutabile”.

A questo,  si è aggiunta una “crisi nella crisi con le dimissioni dell’ex Assessore Roberta Forte”, nonostante, conclude Montagna “persino il Presidente dei Revisori dei Conti, il Dott. Michele Mastrogiacomo, non certo nominato da questa maggioranza, con una lettera sottolinea che l’approvazione da parte del Consiglio Comunale dell’assestamento di bilancio e, dell’aumento della TARI, avrebbero messo in sicurezza i conti dell’ENTE”.

Al termine della conferenza l’ex primo cittadino, preso da un momento di commozione,  ha ringraziato “tutta la squadra del governo, tutti i consiglieri tutta la stampa, anche se benevola o meno, ma utile per la crescita della città, i dirigenti, i funzionari, i dipendenti, tutti gli amici e i cittadini che mi hanno votato e la mia famiglia in particolare Vincenzo e Lucia”.

Ora tutto passa nelle mani del Prefetto che dovrà nominare il Commissario che guiderà Galatina sino alle prossime elezione.

A margine della conferenza da notare che Cosimo Montagna, durante l’esposizione delle motivazioni che lo hanno portato alle dimissioni, ha sempre parlato di tre dissidenti, nonostante fossero partiti in quattro a contestare l’operato amministrativo. Infatti, la consigliera di Noha, Daniela Sindaco, è stata quella che già nell’ultimo consiglio si sfilò dal gruppo dei quattro, e durante questi venti giorni ha cercato in tutti i modi di recuperare i cocci di una maggioranza ormai rotta, probabilmente anche grazie a lei.

Un atteggiamento, che nonostante la sua presenza oggi in conferenza, probabilmente anche a voler rimarcare la volontà di restare nel PD, non è stato digerito dai responsabili del locale partito e lo stesso Segretario, Antonio de Matteis, con una nota sottolinea “a mio avviso tutti e quattro i componenti del gruppo misto sono fuori dal Partito democratico il giorno in cui hanno lasciato il gruppo del PD in Consiglio Comunale, questo recita lo Statuto.”

Sicuramente questa volta non terminerà a tarallucci e vino, nel PD ci sono ancora troppi nodi da sciogliere, e parafrasando un vecchio adagio diventerà un partito di “lotta interna e di governo forse”

Solitudine - Loneliness

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