tariBrevi osservazioni sui recenti aumenti TARI Con deliberazione del Commissario Straordinario n. 106/2017 del 31.03.2017 – data di scadenza del termine previsto dalla legge – ultimo giorno – è stato approvato il piano finanziario della componente TARI (tributo servizio rifiuti) anno 2017. La deliberazione, secondo quanto si legge a pag. 1, si fonda sulla relazione della Dirigente della Direzione Lavori Pubblici – proponente l’adozione dell’atto, meglio specificata a pag. 5 come relazione tecnico economica, facente parte integrante e sostanziale della delibera. La relazione istruttoria allegata reca le firme dell’architetto Rita Taraschi nella qualità sopra menzionata e del supporto al RUP Dott.ssa Federica Patera, commercialista di Muro Leccese. Il RUP è il responsabile Unico del Procedimento che ha qualifica di pubblico ufficiale, deve avere formazione specifica ed essere in regola con gli obblighi formativi. Il piano finanziario risulta predisposto dal gestore del servizio Monteco S.r.l. sulla base di deliberazione del Commissario Straordinario n. 92 del 21.03.2017 che ha stabilito di inserirvi i crediti inesigibili e la media del non riscosso annuale. Ora il Piano economico finanziario serve a prevedere i costi del servizio, che devono essere coperti dal tributo, e non mi sembra che i crediti del Comune siano Costi, quindi invito ad un approfondimento sul punto. In pari data 31.03.2017 – ultimo giorno – con deliberazione n. 107/2017 sempre del Commissario Straordinario è stato approvato il piano tariffario TARI 2017, il numero delle rate e le date di scadenza. Nell’incipit si legge che sarebbe fondata sull’istruttoria del funzionario responsabile del tributo, Dott.ssa Maria Grazia Arriva bene, ma in calce alla delibera della funzionaria vi è solo un parere di regolarità tecnica, mentre tra gli allegati vi è una relazione finale predisposta da altra società privata, la GF ambiente con sede a Calderara di Reno (BO). Nel testo della delibera a pag. 4 si legge che la produzione dei rifiuti sarebbe imputabile per il 78,84% alle utenze domestiche e per il 21,16% alle utenze non domestiche. Si legge anche che la percentuale di raccolta differenziata nel 2016 sarebbe stata del 41,84%. Sulla base di tali dati, che non è specificato come siano stati acquisiti e se siano stati verificati, in base ad un dichiarato e non meglio specificato principio di maggiore equità, è stata rideterminata la ripartizione della quota variabile del tributo, stabilendola nella percentuale del 50,92 per le utenze domestiche e del 49,08% per le utenze non domestiche. Nessun cenno alla capacità contributiva dei cittadini (art. 53 Costituzione), ma solo a costi del servizio e crediti pregressi non riscossi. In conclusione, in 10 giorni, sulla base di documenti provenienti da due privati, la Monteco S.r.l. e la GFambiente S.r.l., son state adottate due deliberazioni, di cui la prima sulla base di una relazione istruttoria redatta da un architetto, la seconda palesemente contraddittoria, in quanto nonostante il dichiarato minore conferimento di rifiuti da parte delle utenze non domestiche attestato al 21,16 % la parte variabile viene accollata alle stesse per il 49,08%. Con riferimento alle utenze non domestiche si legge anche che le stesse sarebbero maggiori produttrici di imballaggi, forse i negozi, ma non certo gli studi professionali, ormai informatizzati, nei quali nemmeno la carta si usa più, che pagano per dei costi che non contribuiscono a creare, in quanto conferiscono poco e niente. Ebbene poiché’ l’ultima amministrazione della città è inciampata proprio nella spazzatura, che in barba a tutto e tutti giace abbandonata agli angoli delle strade e nei cestini delle piazze, nonostante l’aumento dei costi e la mancata produzione di rifiuti da parte di molte utenze, soprattutto quelle degli studi professionali, mi riferisco alle professioni intellettuali, che vendono servizi intellettuali – beni immateriali - e non beni materiali, e non hanno imballaggi, mi auguro che la questione venga approfondita con la dovuta attenzione da parte della prossima amministrazione, anche in considerazione del fatto che ad oggi 14 giugno, nonostante la prima scadenza del pagamento sia fissata al 16.06.2017, gli avvisi di pagamento non sono stati recapitati e vi sono code interminabili agli uffici, aperti al pubblico solo un paio d’ore, sicché’ non solo l’accesso fisico all’ufficio preposto è impossibile, e non parliamo di quello telefonico, ma nemmeno è possibile alcuna informazione specifica ne’ acquisizione diretta dei documenti in area riservata del sito del Comune, perché’ nonostante la registrazione con l’inserimento dei dati richiesti per l’accesso riservato, non viene data risposta dal Comune, i cui i dati risultano aggiornati al 2015, in barba ad efficienza ed economicità dell’amministrazione. Per chi volesse approfondire e dare un contributo di idee rinvio al sito internet del Comune di Galatina, atti del Commissario Straordinario, invece per rendersi conto della scarsa qualità del servizio che costa circa € 6.000.000,00 all’anno, invito a camminare a piedi in città.

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