curare la cheratosiSpesso alcune malattie ci sembrano in apparenza banali, cosa che ci porta a sottovalutarle: quando si pesca quella sbagliata, però, le conseguenze col tempo possono farsi anche molto gravi. Questo è il caso della cheratosi attinica: sebbene i sintomi e le sensazioni siano comunque brutte, ciò che nasconde dietro l’angolo potrebbe anche essere peggio. Inoltre, spesso emerge il pessimo vizio di inquadrarla come una semplice lesione superficiale: in realtà, le cose potrebbero anche degenerare e provocare la comparsa di forme tumorali dell’epidermide come il basalioma. Da ciò, si capisce l’urgenza di intervenire nella cura della cheratosi attinica, e anche la necessità di informarsi sulle nozioni principali che la riguardano.

Cheratosi attinica: cos’è e perché è pericolosa?

La cheratosi attinica è una patologia che riguarda l’epidermide, e che si sviluppa per via dell’esposizione ai raggi ultravioletti del sole: per questo viene considerata una forma di lesione cutanea tipicamente estiva, spesso procurata dai più giovani e incauti. L'azione dei raggi UV sulla pelle provoca delle vere e proprie ustioni che generalmente si manifestano in croste e bolle, circoscritte e dall’aspetto piuttosto preoccupante. Spesso le zone sulle quali la cheratosi attinica si manifesta sono le sommità delle orecchie, la fronte, le sopracciglia e soprattutto il naso. La cheratosi attinica è pericolosa perché, se non la sicura nell’immediato, può sviluppare alcune forme di tumori della pelle e carcinomi spino-cellulari: questo accade con un'incidenza del 10%.

Come riconoscere la cheratosi attinica?

Le ustioni da cheratosi attinica hanno un aspetto che le differenzia dalle altre, e che rende dunque facilmente riconoscibile questa patologia. Nello specifico, i raggi UV provocano la comparsa di piccole placche e croste: le suddette squame dolgono e sono spesso molto dure al tatto, arricchite dalla presenza di papule. Anche il colorito è particolare: le squame vive sono spesso giallastre e nascono dalle zone precedentemente arrossate dal sole. Poi tendono col tempo ad ingrigirsi e a diventare nere. In alcuni casi si tratta di lesioni microscopiche: col tempo, se non curate, possono crescere.

Come curare la cheratosi solare?

Il rimedio più utilizzato per curare la cheratosi attinica è la terapia topica: alcune creme come Kerà K2 si rivelano infatti molto utili per la cura della cheratosi durante i suoi primi stadi. Quando però le lesioni crostose crescono in dimensione, potrebbero rendersi necessarie altre tipologie di intervento: purtroppo, soluzioni classiche come il laser, la crioterapia e la chirurgia potrebbero non essere efficaci. Questo perché si rende necessario anche il trattamento della pelle circostante, per evitare nuove insorgenze. A tal scopo, di recente, sono stati introdotti nuovi farmaci per curare la cheratosi attinica ad un livello più ampio: trattandosi comunque di soluzioni farmaceutiche, il loro utilizzo è consentito solo previa prescrizione medica.

Solitudine - Loneliness

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