giovani e drogaSi sa, a sedici anni ci si sente invincibili, capaci di tutto, si cercano sensazioni nuove, i sensi si attivano e nulla può sfiorarci minimamente, si è quasi convinti di poter sconfiggere, addirittura, la morte. Eppure spesso questo non accade e ci si trova di fronte a orribili tragedie come quella della morte di Alice avvenuta a causa di una dose di MDMA. Aveva sedici anni e stava trascorrendo una serata “normale”, come l’hanno definita il fidanzato e gli amici con cui si trovava.

Normale come ingerire pasticche di ecstasy, normale come crollare per strada e morire venti minuti dopo in un ospedale, normale come chiedersi perché e non darsi alcuna risposta.

Si cercano tante spiegazioni, ma non se ne trova una soddisfacente, si accusa molto ma non ci si chiede nulla.

Sembra un caso isolato quello di Alice, un brutto sogno che la mattina seguente è già stato dimenticato ma non è così. Succede tutto sotto i nostri occhi: per esempio, Gallipoli è diventata il nuovo corridoio della droga, parole d’ordine “ballo e sballo”. È semplice come comprare una bottiglietta d’acqua ed è alla portata di tutti, anche dei miei coetanei minorenni.

Il rito è sempre lo stesso e si attua ogni sera: bar, lattine svuotate e riempite di vino o birra, “ti serve altro?”, cenno affermativo e la droga è già sciolta nell’alcool e pronta ad essere ingerita prima dell’entrata in discoteca.

È un gioco da ragazzi. Sono varie le opinioni dei miei coetanei riguardo alle droghe.  Molti pensano “la vita è una sola, avrò diciott'anni una sola volta, un po’ di divertimento non mi farà del male.”

Molti credono di essere intoccabili, “le tragedie accadono, perché dovrebbe succedere proprio a me?” ma si parla solo di droghe leggere che possono essere considerate l’anticamera di quelle pesanti. Altri prendono una posizione più seria: “la droga fa schifo, non capisco come possa essere considerata un divertimento. Ti rovina la vita, ti brucia il cervello…soprattutto quella pesante.”

Ed è proprio così. Pensando a molti miei coetanei che ogni sera si rovinano la vita (qui come in ogni parte d’Italia e del Mondo), mi sento lontana anni luce e mi pongo molte domande.

Perché lo fanno? Sarà la paura di non vivere appieno i propri anni? Il voler sentire un brivido? Di voler andare contro delle regole imposte? Di metter fine a delle delusioni che la nostra debolezza da diciassettenni non ci fa superare? Io a queste domande non so darmi una risposta, vorrei non porgermele, vorrei poter guardare negli occhi tutti i miei coetanei che fanno uso di sostanze e dire: vuoi sentirti vivo? Allora vivi!

Orchestra Popolare di Puglia, estratto dal concerto di Galatina di giugno 2017

Archivio video

Nuovi sapori col gusto della tradizione, e da oggi anche comodamente a casa tua

pizzicheria pastiadomicilio webEtnica, molecolare, fusion, fingerfood, streetfood, trashcooking etc.. : anche l’arte culinaria segue tendenze e mode che di anno in anno si rinnovano e moltiplicano. Leggi tutto...