bilancio partecipatoCome ormai è noto, in occasione dell’evento “innovAzioni” del 27 dicembre scorso, Caratteri Mobili, al termine del dibattito che ha caratterizzato il tavolo 1 (“Cittadinanza attiva e democrazia partecipativa”), ha avviato un percorso di riflessione, interna ed esterna, attorno al tema del Bilancio Partecipativo.

Prima di avviare un percorso che ci auguriamo possa essere caratterizzato da protagonismo civico e consapevolezza da parte degli stakeholders istituzionali, ci è sembrato doveroso fare chiarezza sull’argomento, che certamente non costituisce (ancora) un patrimonio di conoscenza comune alla maggior parte dei cittadini.

Orçamento partecipativo: con questo termine è stato introdotto in Brasile, a Porto Alegre, nel 1989 la prima esperienza mondiale di bilancio partecipativo. Come afferma Olivio Dutra (1), esponente di spicco del Partido dos Trabalhadores ed in passato sindaco della città gaucha, il bilancio partecipativo è uno strumento che permette un cambiamento sostanziale nel rapporto delle persone con le autorità pubbliche.

L’idea di bilancio partecipativo, infatti, trascende dal mero allineamento di interessi tra forze politiche, per diventare una decisione presa dall’intera comunità.

Non esiste, probabilmente, un modo univoco per descrivere il bilancio partecipativo (2). Per stabilire un riferimento linguistico, potremmo definire il bilancio partecipativo come uno strumento di democrazia diretta che permette ai cittadini di intervenire collettivamente sulle scelte strategiche di un’amministrazione pubblica. Il bilancio partecipativo favorisce dunque il dialogo sociale tra istituzioni e popolazione, tra quartieri e amministrazione, tra cittadini.

In che cosa consiste? Consiste tecnicamente nel vincolare una quota del bilancio pubblico (solitamente quello dei Comuni) ad un processo di ascolto, confronto e consultazione popolare nel quale la cittadinanza decide, in piena autonomia, come dovranno essere spese le risorse appositamente stanziate.

In questo modo, evidentemente, si avvicinano i cittadini al governo della cosa pubblica, responsabilizzandoli e coinvolgendoli, seppur in parte, rispetto alla “madre” delle decisioni pubbliche, vale a dire come e dove devono essere spese le risorse economiche della collettività.

L’amministrazione, solitamente, promuove il confronto diretto dei cittadini innanzitutto attraverso assemblee e incontri pubblici, dividendo la città in gruppi (rioni, quartieri, zone) in base alla grandezza e alla specificità del territorio.

A seguito di questa fase, dalla quale emerge un pacchetto di possibili interventi, iniziative o progetti, è auspicabile una fase istruttoria, nella quale si verifica la fattibilità delle idee proposte, sia da un punto di vista tecnico che economico.

Le iniziative che superano questo filtro di ammissibilità (nel quale, si badi bene, non è espresso alcun giudizio di merito da parte dell’amministrazione) vengono sottoposte ad una vera e propria consultazione elettorale, nella quale i cittadini selezionano quella/quelle ritenute più efficaci e utili alla città.

Attenzione, tuttavia, a confusioni terminologiche.

Spesso infatti si genera molta confusione intorno a tale termine, a causa dei diversi dispositivi utilizzabili dal legislatore. Infatti, oltre al bilancio partecipativo, esistono forme differenti di bilancio, ideate per promuovere la partecipazione della popolazione.

Ad esempio, esistono forme di bilancio partecipato, in cui la cittadinanza viene semplicemente “ascoltata” sulle strategie politico-economiche generali, senza però avere un fondo a disposizione su cui deliberare.

Ancora, sono utilizzate da enti pubblici e privati forme di bilancio sociale, in cui lo scopo ultimo è quello di fornire ai diversi stakeholders un rendiconto economico in senso ampio affiancando, ai dati contabili e finanziari, descrizioni specifiche sulle iniziative, anche di natura non prettamente economica, intraprese sui target d’interesse.

La forza del bilancio partecipativo, rispetto a tutte le differenti forme di bilancio esistenti (e immaginabili), consiste nella possibilità, attribuita alla collettività, di incidere in misura diretta al miglioramento sostanziale di un servizio pubblico.

La relazione che si instaura tra amministratori locali e cittadinanza produce un meccanismo di feedback biunivoci che migliorano in termini paretiani il senso di comunità, e da tutto ciò discende una maggiore efficacia decisionale.

La messa a sistema di approcci partecipativi consente di creare inoltre un allineamento dei differenti interessi che gravitano intorno ad un medesimo territorio, spezzando le catene del particolarismo e degli affari meramente privati.

Informare i cittadini su come vengono utilizzati i fondi di bilancio; permettere alla popolazione di decidere su una quota degli stessi; incentivare meccanismi di partecipazione online e offline; promuovere progetti di interesse generale che puntino alla sostenibilità: i punti di forza di un bilancio partecipativo sono molteplici.

Le esperienze in Italia sono poche, seppur in aumento: e se diventassero cornice di riferimento di un nuovo modello di governance partecipata, nonché un metodo di rendicontazione sociale obbligatorio per tutti i comuni?

Alla classe dirigente, non solo locale, la risposta.

[1] DUTRA O. (2001). Orçamento participativo e socialismo. Editora Fundação Perseu Abramo.
Disponibile online al seguente link: http://209.177.156.169/libreria_cm/archivos/pdf_1157.pdf

[2] ALLEGRETTI G., HERZBERG C. (2004). Tra efficienza e sviluppo della democrazia locale: la sfida del bilancio partecipativo si rivolge al contesto europeo. Transnational Institute - New Politics Project.
Disponibile online al seguente link: http://www.pism.uniroma3.it/wp-content/uploads/2008/04/materiale-allegretti.pdf


Fabio Ingrosso e Alessandro Martines

Edizone 2017 del Festival Canoro Centro DI RE

Archivio video

Nuovi sapori col gusto della tradizione, e da oggi anche comodamente a casa tua

pizzicheria pastiadomicilio webEtnica, molecolare, fusion, fingerfood, streetfood, trashcooking etc.. : anche l’arte culinaria segue tendenze e mode che di anno in anno si rinnovano e moltiplicano. Leggi tutto...