fiatmontalbanoAbbiamo visto, in tutti gli episodi del “Commissario Montalbano” trasmessi dal 1998 ad oggi, diverse Fiat Tipo blu scuro, mezze scassate, guidate dal protagonista. Oltre a ciò la Fiat Tipo era un’auto di medie dimensioni prodotta tra il 1988 e il 1995 e poi riproposta nel 2015. Dopo l’uscita di produzione nel 1995 della terza serie l’auto è caduta nel dimenticatoio nonostante un grande successo di pubblico italiano e straniero. La serie tv “Il commissario Montalbano” l’ha fatta riemergere anche se, da tempo, era una delle vetture più acquistate nel mercato dell’usato per la sua robustezza, facilità di guida e longevità.

La storia di questa vettura iniziò verso la fine degli anni ottanta quando la Fiat decise di sostituire la Fiat Ritmo, che oramai mostrava i segni dell’età, con un modello nuovo e più moderno. Dato il successo della più piccola Fiat Uno la casa automobilistica torinese pensò di inserire nel segmento medio un’auto di maggiori dimensioni ispirata alle forme della sorella minore. Così, nel gennaio del 1988, lanciò la Fiat Tipo assemblandola negli stabilimenti italiani di Cassino (Fr) e Pomigliano d’Arco (Na) e in quello brasiliano di Betim. Il nuovo modello appariva subito come una Fiat Uno più grande ma con alcune differenze. I proiettori anteriori erano più piccoli e la calandra in tinta unita con la carrozzeria. Il muso era ribassato rispetto alla sorella minore. I tergicristalli anteriori erano due anziché uno. Gli indicatori di direzione laterali erano circolari anziché piramidali e il tappo del serbatoio non era a vista. I gruppi luci posteriori erano di maggior dimensioni e con frecce bianco trasparente anziché arancioni. Il portellone era di vetroresina anziché in lamiera e la carrozzeria, completamente zincata, era disponibile solo a cinque porte. L’avantreno era a ruote indipendenti. L’abitacolo era più spazioso. I motori, con quattro cilindri in linea, erano di acciaio leggero anziché in alluminio e raffreddati a liquido.  Vi erano il 1100, il 1400 e il 1600 a benzina e a carburazione elettronica e i 1700 e 1900 diesel ad iniezione indiretta ibrida meccanica-elettronica. Per quanto riguarda le motorizzazioni a benzina l’accensione era con convertitore a lettura ottica anziché a spinterogeno.

Gli allestimenti erano quello base e quello Digit. Il primo presentava una strumentazione elettronica analogica senza contagiri, quattro ammortizzatori a flauto a due fori e sistema frenante di tipo misto formato da due dischi anteriori in acciaio e due tamburi posteriori di ghisa. Il servofreno era a richiesta. L’allestimento Digit, invece, aveva strumentazione elettronica analogica a cristalli liquidi, copriruota di disegno diverso, quattro ammortizzatori ad elementi flottanti, servofreno ed aria condizionata di serie, chiusura centralizzata, interni in velluto, vetri elettrici anteriori e contagiri. Nel 1989 la Tipo divenne auto dell’anno e ci furono alcune modifiche nella gamma. L’allestimento Digit divenne DGT a causa di un contenzioso con la Citroen. Arrivò la versione 1800 sedici valvole ad iniezione elettronica analogica multipoint. Quest’ultima aveva una strumentazione di tipo specifico, contagiri, volante a tre razze, cerchi ruota di disegno diverso rispetto agli altri allestimenti, ammortizzatori ad elementi flottanti e motore in acciaio inox con accensione a convertitore sinusoidale. A questa si aggiunsero la 1900 turbodiesel S e la 1900 turbodiesel X. La prima era derivata dalla DGT mentre l’altra dalla sedici valvole. Nel 1990 arrivò l’allestimento AGT che era la versione a strumentazione analogica normale del DGT. L’arrivo di questo nuovo allestimento si giustificò col fatto che, molto spesso, le strumentazioni analogiche a cristalli liquidi avevano spesso delle noie per quanto riguarda il funzionamento. Oltre a questo arrivarono sul mercato le motorizzazioni 1800 e 2000 ad otto valvole. A queste si aggiunsero la 1600 Selecta e le versioni speciali 1100 Smart e 1400, 1600 e diesel York abbinate agli allestimenti base, AGT e DGT. In seguito uscì la versione speciale Moonlight derivata dall’ allestimento AGT. Nel 1991 arrivò la seconda serie. Le modifiche al modello non furono sostanziali perché furono rivisitati solo gli interni e i copriruota. L’allestimento base fu conservato. Sparirono i vecchi AGT e DGT sostituiti dai nuovi S ed SX. Sparirono anche le motorizzazioni 1100. L’allestimento S era dotato di contagiri analogico di serie. Nell’allestimento SX la strumentazione a cristalli liquidi era solo a richiesta. In seguito si aggiunsero la 2000 sedici valvole e l’allestimento GT, il top della gamma, disponibile solo con strumentazione analogica. Nel 1992 si aggiunsero le versioni speciali Suite e Clip. Nel 1993, alla luce delle nuove normative antinquinamento, fu lanciata sul mercato la terza serie. Gli allestimenti furono gli stessi ma le novità riguardarono i nuovi motori benzina ad accensione spontanea ed iniezione elettronica digitale, la carrozzeria interamente plastificata, gli airbag, l’ABS di serie, i dischi posteriori opzionali, l’allestimento speciale Mania e la nuova versione a tre porte. Sugli allestimenti S, SX e GT era presente anche il servosterzo di serie. Sparirono le versioni sedici valvole e Turbodiesel X. Nel 1994 arrivarono gli allestimenti HSD ed SLX disponibili solo con carrozzeria a cinque porte. Nel 1995 la Tipo venne rimpiazzata dalle nuove Fiat Bravo e Brava.

Nel 2015, dopo l’uscita di produzione della Fiat Bravo del 2007, viene riproposta una nuova Fiat Tipo con carrozzeria a quattro porte, cinque porte e station wagon. Il modello si presenta completamente diverso da quello del 1988. Le linee sono meno aerodinamiche rispetto a quelle della precedente Bravo e sono ispirate alla precedente Fiat Linea, auto di fascia media destinata ai mercati extraeuropei. Il modello si presenta più spartano rispetto a quelli precedenti ma è comunque dotato di tutto ed è tuttora in produzione. Il prezzo è anche molto accessibile. Anche la meccanica è molto differente rispetto alla Tipo classica. Sull’avantreno le ruote sono indipendenti mentre sul retrotreno sono interconnesse. Gli ammortizzatori sono ad elementi flottanti. Le motorizzazioni, tutte a quattro cilindri in linea, sono il 1400 benzina ad iniezione digitale, il 1400 bi-fuel benzina-GPL, il 1600 Q-Tronic con cambio a sei rapporti e i 1300 e 1600 diesel Multijet ad iniezione digitale diretta. Gli allestimenti disponibili sono Businnes, Easy, Lounge e Pop. La nuova Tipo, nonostante i bassi costi e le linee poco aerodinamiche, è comunque una vettura economica, affidabile, esteticamente più bella rispetto al modello del 1988 e riscuote un buon successo commerciale. La vecchia Tipo, comunque, rimane sulla scena come una delle vetture più quotate nel mercato dell’usato e come l’auto del Commissario Montalbano.

Orchestra Popolare di Puglia, estratto dal concerto di Galatina di giugno 2017

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