fiat pandaIn due episodi de “Il commissario Montalbano” e, precisamente, ne “Le ali della sfinge” (“’L’immagine de ‘na Panda andata a sbattiri”) e “Come voleva la prassi”, sono apparse due Fiat Panda prima serie in circostanze piuttosto infelici.

La storia di questa utilitaria iniziò nel 1976 quando la Fiat decise di affiancare alla 127 un’utilitaria medio-piccola di minori dimensioni e più economica e che fosse in grado di competere con le gemelle francesi Citroen 2CV e Renault 4. Nel 1978 furono presentati, ad un pubblico di soli intenditori, i primi prototipi. Il lancio del nuovo modello era previsto per il 1979 ma, a causa di continui scioperi all’interno della casa automobilistica torinese, il lancio fu posticipato. Così, all’inizio del 1980, la Fiat lanciò la Panda assemblata negli stabilimenti Fiat di Termini Imerese (Pa) e Autobianchi di Desio (Mb). Il modello si presentò alquanto spartano ma innovativo al massimo per quanto riguarda le forme. La carrozzeria presentava forme alquanto squadrate ma piuttosto smussate rispetto alle carrozzerie dei modelli precedenti. La Panda si presentò come una berlina a due volumi di medio-piccole dimensioni. I proiettori anteriori erano più squadrati rispetto alla gemella 127 ed affiancati agli angoli dagli indicatori di direzione anteriori. La calandra era in tinta con la carrozzeria. Gli indicatori di direzione laterali erano a semisfera e più vicini all’apertura degli sportelli. La vettura presentava fasce paracolpi e paraurti di colore grigio di derivazione Renault 5. I gruppi luci posteriori erano verticali e trapezioidali. La carrozzeria era disponibile solo a tre porte. L’apertura degli sportelli era anch’essa di derivazione Renault 5 perché era caratterizzata da un pulsante d’apertura a pressione e da una superficie concava ausiliare per infilare la mano ed aprire le portiere. Il parabrezza, il lunotto e i finestrini laterali erano affumicati ed in vetroresina infrangibile. I finestrini laterali posteriori erano apribili. Sul parabrezza era presente solo un tergicristallo anziché due. Gli interni erano anch’essi piuttosto spartani perché erano in tinta unita con la carrozzeria. La selleria era in tessuto ed i sedili anteriori erano reclinabili a sdraio. In più vi era un ampio vano portaoggetti rivestito che andava da uno sportello all’altro in modo tale da poter riporre anche oggetti di grandi dimensioni. Il cruscotto, in plastica grigia, occupava solo la parte sinistra della plancia ed era dotato di sterzo a cremagliera, tachimetro, contachilometri, livello carburante e, dove previsto, anche dell’acqua, spie luminose, retroilluminazione neutra ad incandescenza e comandi per il riscaldamento, per l’areazione dell’abitacolo e per le varie spie. Il motore era anteriore e il cambio era manuale a quattro marce. Le motorizzazioni erano due e, cioè, 30 e 45 entrambe con carburazione meccanica a flusso ridotto e dotate di motori in alluminio. Il primo era un bicilindrico da 852 cc di derivazione Fiat 126 raffreddato ad aria forzata e con avviamento a puntine. Il secondo era un quattro cilindri da 903 cc di derivazione Fiat 127 raffreddato ad acqua e con avviamento a spinterogeno. Entrambi i motori erano ad aste e bilancieri. L’impianto frenante era di tipo misto con dischi simplex in ghisa sull’avantreno e tamburi simplex sul retrotreno. L’avantreno era a ruote indipendenti. Gli ammortizzatori erano a flauto monoforo in alluminio. I cerchi delle ruote erano di derivazione Fiat 600 e presentavano poche decorazioni e coprimozzi in plastica nera. La ruota di scorta era posta nel cofano motore.

Il successo del nuovo modello fu immediato e conquistò soprattutto il pubblico giovanile italiano e straniero per la buona abitabilità e l’economicità dei consumi. In Spagna era prodotto come Seat Panda. Nel 1982 la gamma si ampliò. Le 45 potevano avere il tetto apribile opzionale. Alle precedenti versioni si aggiunsero la 34 e la 45 S. La prima aveva un motore a quattro cilindri raffreddato ad acqua da 850 cc. La seconda era una versione più equipaggiata della 45 base. Infatti aveva la calandra e la plancia in plastica nera, starter, cambio a cinque marce ed interni in tessuto specifico. A queste due si aggiunse la Panda Van, versione furgoncino su base Panda 45 utilizzata soprattutto come veicolo promozionale per la compagnia telefonica SIP. Nel 1983 arrivò la Panda 4x4. Prima di tutto, rispetto alle altre versioni, aveva la trazione integrale inseribile mediante giunto viscoso, gli interni parzialmente in similpelle e il motore da 965 cc dell’Autobianchi A112. Gli ammortizzatori erano a valvole lamellari e dotati anche di motori elettromagnetici che si azionavano con l’innesto della doppia trazione. I freni erano rivestiti in alluminio e con frenata assistita. La doppia trazione consentiva al veicolo di andare anche fuori strada. Nel corso del 1984 si aggiunsero la Panda 30 S e i nuovi allestimenti L e CL per le motorizzazioni 30 e 45. La prima era uguale alla 45 S. Le altre due avevano coprimozzo di disegno specifico, starter, calandra in plastica, retroilluminazione specifica della plancia, cambio a cinque marce ed interni parzialmente in similpelle. In più le CL erano disponibili anche con l’allestimento College. Nel 1985 arrivò la nuova Panda 4x4 con orologio a cristalli liquidi e interni in similpelle rossi e neri.

Nel gennaio del 1986 arrivò la seconda serie. Sparirono le motorizzazioni 30 e 45 sostituite dalle nuove 750 cc e 1000cc. I motori aste e bilancieri furono sostituiti dai nuovi Fire, motori elettronici in acciaio leggero con carburazione a flusso minimo regolata da una centralina a circuito, avviati con convertitore a lettura ottica, raffreddati a liquido e tutti a quattro cilindri. La centralina era dotata di un cut-off che, oltre a ridurre il flusso del carburante, serviva anche come antifurto perché non permetteva agli eventuali ladri di far partire il veicolo mettendo due fili assieme. I dischi anteriori divennero in acciaio e i cerchi divennero di nuovo disegno e di derivazione Fiat Uno. Il retrotreno divenne a ruote interconnesse. Anche gli ammortizzatori a flauto divennero in acciaio a doppio foro. La targa posteriore fu spostata dal portellone al centro del paraurti posteriore. Il cruscotto divenne, assieme ai paraurti, in plastica nera anziché grigia. Sparirono le calandre in tinta e i cambi a quattro marce. La retroilluminazione della plancia divenne a luce verde ed a risparmio energetico. Gli allestimenti erano i nuovi L, CL ed S. La 1000 era disponibile solo con l’allestimento S. Il modello fu esportato anche in Spagna e la vecchia Seat Panda fu sostituita dalla nuova Seat Marbella. Per i mercati esteri erano disponibili anche versioni ad iniezione elettronica analogica. A queste si aggiunse la versione 1300 diesel ad iniezione indiretta meccanica-elettronica e disponibile anche in versione Van. La 4x4 rimase seguendo le modifiche delle altre versioni. Nel 1987 arrivò la 750 Young con motore ad aste e bilancieri e accensione mediante spinterogeno a transistor. Nel 1989 arrivò la Panda 900 Dance e sparì la versione diesel.

Nel 1991 arrivò la terza serie. Le modifiche non furono sostanziali. L’unica modifica di rilievo fu la calandra nera anteriore di derivazione Fiat Tipo. Gli allestimenti disponibili erano quello base, Young, Dance, CLX, e 4x4. Arrivò anche la Panda 1100 Selecta. Tra il 1992 e il 1993 sparirono le motorizzazioni a carburazione sostituite dalle nuove motorizzazioni ad iniezione digitale e ad accensione spontanea. Sparirono anche i motori da 750 cc e arrivarono i nuovi da 1100 cc e il nuovo allestimento Jolly. La Panda diesel Van fu prodotta fino al 1994.

Nel 1997 fu lanciata sul mercato la quarta serie. L’unica modifica di rilievo fu il nuovo volante a quattro razze e la versione 4x4 Country Club. Nel 1998 arrivò l’allestimento Hobby e la 4x4 Country Club divenne 4x4 Trekking.

Nel 2001 arrivò la quinta serie con tappo del serbatoio non a vista, ritorno del cruscotto in plastica grigia e retroilluminazione della plancia di colore rosso. Quest’ultima serie ripropose il vecchio allestimento College con trazione 4x2 e la 4x4 Trekking divenne 4x4 Climbing. Sparì la versione 1100 Selecta e le vecchie motorizzazioni da 1000 cc.

La Fiat Panda sarebbe dovuta uscire di produzione nel 2003. In un primo momento la Fiat decise di sostituirla con la nuova Fiat Gingo ma, a causa di un contenzioso con la Renault, decise di rimpiazzarla con un nuovo modello di nome Panda ma dalle caratteristiche completamente differenti e perciò la Panda prolungò la propria carriera ed è ancora oggi in produzione. La sesta serie della Panda, assemblata nello stabilimento polacco di Tychy, si presentava come una berlina monovolume di medio-piccole dimensioni ispirata alla gemella Fiat Punto ma con forme più squadrate e carrozzeria interamente plastificata. Il frontale era più smussato ed obliquo pur mantenendo l’impostazione del 1980. La calandra in plastica era di disegno diverso e, al centro di essa, appare il logo Fiat rotondo blu. Il posteriore era completamente squadrato e presentava gruppi luci posti ai lati del lunotto. Gli interni erano totalmente in plastica e presentavano forme più ergonomiche. L’abitacolo era di dimensioni maggiori. Erano presenti anche gli airbag, gli ABS e il servosterzo di serie. Sparì l’ampio vano portaoggetti sostituito dal classico cassettino posto sul lato destro del cruscotto. Le ruote presentavano copriruota integrali di plastica bianca e la ruota di scorta era posta sotto il piano di carico del baule. Le motorizzazioni erano i 1100 cc e i 1200 cc Fire a benzina con accensione spontanea ed iniezione digitale sequenziale. Più tardi arrivò il diesel 1300 Multijet ad iniezione digitale diretta sequenziale. Gli allestimenti disponibili erano i più spartani Actual ed Active e i più ricchi Dynamic ed Emotion. Questi ultimi avevano il climatizzatore automatico bi-zona, gli ammortizzatori ad elementi flottanti e il cambio Dualogic (manuale-automatico) opzionale. Nel 2004 arrivarono la Panda Bi-fuel benzina-metano e la nuova Panda 4x4.

La prima aveva un motore Fire da 1200 cc a doppia alimentazione benzina-metano. La seconda era una versione più moderna della 4x4 del 1983e aveva tutti e quattro i freni a disco.

Gli allestimenti disponibili erano quello base e quello più ricco Climbing. Oltre a queste ultime due vi era anche la storica Panda Van con motori 1100cc e 1200 cc a benzina e 1300 cc Multijet.

Nel 2006 il modello fu sottoposto ad un leggero restyling e la calandra presentava il logo Fiat rosso. Alle versioni esistenti si aggiunse anche la HP.

Nel febbraio del 2012 arriva la settima ed ultima serie della Panda che è ancora in produzione nello stabilimento di Pomigliano d’Arco (Na). Rispetto alla serie precedente non ci sono molte differenze. Le forme della carrozzeria sono più aerodinamiche e gli interni sono di derivazione Fiat 500. Il telaio è di derivazione Mini. Gli ammortizzatori sono tutti ad elementi flottanti. Vi è anche la versione 4x4 con ammortizzatori a valvole lamellari triangolari. I motori sono a benzina da 900 cc Twin Air e i Fire da 1200 cc e i 1300 diesel Multijet. Vi sono anche motorizzazioni ibride come il 900 cc Natural-Power benzina-metano e il 1200 cc benzina-gpl. Nel 2014 arriva la Panda Cross che è una versione più evoluta delle 4x4.

Come la sorella maggiore Fiat Tipo anche la Panda prima serie è stata riportata alla ribalta dalla fiction “Il commissario Montalbano”. Questo ha fatto da trait d’union tra la prima serie del 1980 e quella attuale ancora in produzione. La Panda, nonostante che siano passati trentasette anni dal lancio, è ancora una delle auto preferite dagli italiani. Oltre alle versioni citate vi erano anche alcune versioni speciali come le Panda 30 e 45 Stereo, la Panda 750 S Giannini, disponibile soprattutto nei colori marrone caffè e verde mare, la Panda Italia 90, la Panda Alessi, la Panda Mamy, la Panda 4x4 Sisley, la Panda 4x4 Monster e tante altre.

Solitudine - Loneliness

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