peugeot 205Nel 1977 la Peugeot si trovava in una situazione di grave crisi economica perché, con il lancio dell’ammiraglia di lusso 604, aveva speso molto del suo capitale disponibile. In più l’utilitaria 104, in produzione dal 1972, iniziava a mostrare i segni dell’età e le dimensioni piuttosto ridotte dell’abitacolo apparivano oramai obsolete col lancio della Renault 5, berlina di medio-piccole dimensioni caratterizzata da un ampio abitacolo. Per questo la casa automobilistica di Sochaux iniziò a pensare ad un’utilitaria maggiori dimensioni che sostituisse la Peugeot 104. I primi progetti furono fatti nel 1979 dal designer francese Gerard Welter e i primi prototipi vennero presentati al pubblico a partire dal 1981. Così, nel febbraio del 1983 la Peugeot lanciò sul mercato la 205, automobile di medio-piccole dimensioni, disegnata dallo stesso Gerard Welter. In Italia arrivò, invece, nel mese di novembre perché la Fiat voleva monitorare le vendite della Uno lanciata nel mese di luglio dello stesso anno. La vettura, disponibile solo con carrozzeria a cinque porte, si presentò innovativa al massimo per i tempi. Il nuovo modello era caratterizzato, prima di tutto, da una carrozzeria in lamiera piuttosto spessa e antiossidante e presentava dimensioni maggiori rispetto alla precedente Peugeot 104, che aveva linee più squadrate e dimensioni più ridotte. In più aveva forme più aerodinamiche caratterizzate da linee più smussate. Sull’anteriore erano presenti proiettori trapezioidali affiancati, ai lati, dagli indicatori di direzione anteriori di colore arancione e la calandra era in tinta con la carrozzeria. Sul posteriore erano presenti gruppi luci rettangolari di dimensioni piuttosto piccole. Vi era anche, per la prima volta nella storia, una calandra posteriore in plastica grigia e la targa era posta al centro del paraurti. La superficie vetrata era piuttosto ampia e il lunotto posteriore presentava dimensioni alquanto generose per la categoria. L’impianto frenante, servoassistito, era misto e presentava tamburi posteriori e dischi anteriori in ghisa. L’avantreno era di tipo Mc Person e il retrotreno a ruote indipendenti. Fu la prima utilitaria in Europa ad avere il servofreno di serie. Gli ammortizzatori erano idraulici bitubo monovalvola. Le motorizzazioni disponibili erano il 954 cc, il 1124 cc e il 1360 cc tutte a benzina, quattro cilindri in linea e con motori in alluminio raffreddati ad acqua con avviamento elettrico a spinterogeno. La carburazione era meccanica a flusso ridotto. Anche gli interni erano innovativi perché il quadro strumenti era diviso in due parti. In alto erano poste le spie luminose mentre in basso erano presenti il tachimetro, il contachilometri, gli indicatori livello carburante e livello dell’acqua. Il cambio era manuale e lo sterzo a cremagliera. Gli allestimenti disponibili erano base, GL, GR, GT ed SR. Il primo, disponibile solo con motore da 954 cc, era quello più spartano perché aveva il cambio manuale a quattro rapporti, retroilluminazione della plancia a luce neutra ed era privo di aria condizionata. L’allestimento GL, disponibile con i motori 954 cc e 1124 cc, era un po’ più ricco perché era dotato anche di aria condizionata e copriruota integrali con motivo a croce. L’allestimento GR, disponibile solo con motori da 1124 cc, era dotato anche di retroilluminazione colorata della plancia, doppio specchio retrovisore laterale, calandra posteriore in plastica nera e orologio. L’allestimento GT, disponibile solo con i motori da 1360 cc, era uguale a quello GR ma aveva sulla plancia l’orologio a cristalli liquidi, il cambio a cinque marce, il contagiri e gli interni in velluto. L’allestimento SR, disponibile solo con i motori da 1124cc, presentava anche fari e retroilluminazione della plancia allo iodio. Quest’ultimo entrerà nel mercato italiano solo a partire dal 1991 in quanto, in Italia, erano vietate le lampade allo iodio. A partire dal 1984 la gamma si ampliò perché arrivarono sul mercato la 205 GTI e la 205 Turbo 16. La prima aveva la carrozzeria a tre porte, gli alzacristalli elettrici opzionali, i cerchi in lega e il cambio a cinque marce di serie. Il motore, in acciaio inox, era da 1585 cc e alimentato ad iniezione elettronica analogica. I freni erano tutti e quattro a disco e in acciaio e gli ammortizzatori erano telescopici a doppia valvola. La Turbo 16, sempre con carrozzeria a tre porte, presentava un motore in acciaio inox ad iniezione da 1775 cc con quattro valvole per cilindro. Quest’ultima veniva utilizzata molto nelle competizioni sportive. Nell’ottobre dello stesso anno arrivarono le versioni tre porte con allestimento base, XL, XR e XT. Quest’ultima destinata solo al mercato francese. Le novità non finirono qui perché arrivarono le versioni diesel con motore da 1764 cc e con gli allestimenti XLD, XRD, GLD e GRD. Sul mercato francese erano presenti anche i diesel XTD e SRD. A quest’ultime si aggiunsero le versioni commerciali XA, XAD, Service e Service D. Da questo momento la 205 iniziò a conquistare il pubblico europeo e mondiale. Nel 1986 arrivarono la versione Automatic con motore a benzina da 1585 cc e cambio automatico. Oltre a questa arrivarono la GTI con motore da 1905cc e le versioni cabriolet CT e CTI con motore da 1397 cc.

Nel luglio del 1987 arrivò la seconda serie. Le modifiche, per quanto riguarda le linee interne ed esterne non furono sostanziali. Per quanto riguarda gli esterni i copriruota divennero di disegno diverso e le calandre posteriori divennero tutte in plastica nera. Gli interni rimasero quasi immutati. Le retroilluminazioni del quadro strumenti divennero tutte a luce colorata a risparmio energetico. Sugli allestimenti GR, GT, GTI, Automatic ed SR gli alzacristalli anteriori divennero da manuali ad elettrici. Le vecchie motorizzazioni meccaniche XU, di derivazione Peugeot 104, furono sostituite dalle nuove motorizzazioni elettroniche analogiche TU. I motori in alluminio divennero in acciaio pesante con camera di combustione in ghisa e con raffreddamento a liquido. Le motorizzazioni a benzina erano avviate con convertitore a lettura ottica anziché a spinterogeno. Questo, però, rese la vettura meno maneggevole rispetto alla gemella Fiat Uno Fire, che presentava motori interamente in acciaio leggero rendendo la guida più agevole. Di contro, però, si impediva che il veicolo sbandasse in caso di manovre d’emergenza. La nuova carburazione elettronica a flusso minimo riduceva i consumi ma gli emulsionatori rischiavano spesso di ingolfarsi. I freni a disco anteriori divennero in acciaio. Gli allestimenti rimasero pressoché immutati ma sparì la versione base sostituita dalla nuova XE con motore da 954cc e carrozzeria solo a tre porte.

A questa si aggiunsero gli allestimenti speciali Junior e Open. Il primo era basato sugli allestimenti base ed XE mentre il secondo su quello Automatic.

Nel 1988 sparì la versione Turbo 16 sostituita dai nuovi allestimenti Rallye ed XS, con motori, rispettivamente da 1294cc e 1360cc senza turbocompressore. Uscì di produzione anche la cabriolet CT sostituita dalla nuova cabriolet CJ. Nel 1989 l’allestimento Junior divenne di serie e nel 1990 arrivò l’allestimento speciale Look, basato sulle 205 XR e GR.

Nell’ottobre del 1990 arrivò la terza ed ultima serie. Qui le modifiche furono più sostanziali. Gli indicatori di direzione anteriori divennero bianco trasparente anziché arancione, i colori dei gruppi luci posteriori divennero rosso e fumé anziché rosso, bianco ed arancione e la carrozzeria fu appesantita ed adattata alle versioni GTI. Uscirono di produzione le versioni XE e la Junior tre porte. Nel 1991 si aggiunsero la versione diesel turbocompressa D Turbo, con motore diesel da 1764 cc, l’allestimento Look divenne di serie, quello SR arrivò in Italia e, a partire dal 1992, si aggiunse il nuovo allestimento Color Line, basato sulle 205 XR, GR, XRD e GRD, e la versione Junior diesel. Tra il 1992 e il 1993, con l’entrata in vigore delle nuove normative europee anti inquinamento, le motorizzazioni divennero tutte ad iniezione elettronica digitale. Col lancio della Peugeot 106, avvenuto alcuni mesi prima, le vendite delle 205 iniziarono a calare. Per quanto riguarda il mercato italiano arrivò l’allestimento speciale Italian Open. Nel 1993 arrivarono in Italia gli allestimenti speciali Style e Sacré Numero. La Peugeot 205 uscì di produzione nel 1995 in Italia mentre in Francia durò fino al 1998 fino a quando non fu rimpiazzata dalla 206.

La Peugeot 205 può essere definita la gemella e, contemporaneamente, la rivale della Fiat Uno. Gemella perché, prima di tutto, apparteneva alla stessa categoria delle berline di medio-piccole dimensioni. In più fu lanciata sul mercato quasi contemporaneamente all’omologa italiana. Rivale perché, mediante le continue innovazioni tecnologiche, ha sfidato continuamente la Fiat che, a sua volta, ha dotato, nel corso del tempo, la sua Uno di continue innovazioni come i motori Energy Saving (1983), Fire (1985), Turbo ad iniezione elettronica (1985) e Turbodiesel (1986). Così ha fatto anche la Peugeot con la sua 205 mediante le innovazioni precedentemente descritte. Della 205 ci sono anche numerose versioni speciali come la T-Shirt, la El Charro, la Gentry , la Best Company, la Roland Garros e tante altre. La Peugeot 205, ancora oggi, nonostante sia uscita di produzione da molti anni, è una delle vetture più richieste sul mercato dell’usato per la sua robustezza e longevità ma un po’ meno per la facilità di guida. Anche in questo sfida, sul mercato italiano, la Fiat Uno. In più è diventata anche un oggetto artistico da decorare come la Fiat 500, la Volkswagen Maggiolino e la Renault 4 e una delle auto con maggior numero di amatori nel mondo.

Orchestra Popolare di Puglia, estratto dal concerto di Galatina di giugno 2017

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