donne furgoneCome la motivazione possa muovere le montagne, è un fatto assodato: dieci docenti che si muovono in un’unica macchina, quasi un furgoncino di Scooby Doo, per raggiungere il salone degli specchi a Taranto, il 10 Marzo, e ascoltare lei, Daniela Baldassarra che sa dare respiro a quella voce che fa parlare l’anima. Un’anima che mentre parla sa restare in ascolto 21 minuti sull’anima.

Questo è il monologo che in tanti hanno ascoltato in una serata intensa. Ma chi sono queste docenti che si muovono da un paese all’altro per arricchirsi e formarsi sui diritti negati delle donne?

Donne motivate che hanno costruito come formiche il progetto  “Parità in genere” promosso dall’istituto comprensivo Bonsegna Toniolo di Sava, il quale è partito col botto, il primo marzo 2018, con la multisala Vittoria di Sava gremita di genitori e alunni. Presenti la dirigente Alessandra Sirsi e i due sindaci dei paesi di Fragagnano e Sava, i paesi che accolgono per l'intero Istituto. Il progetto presentato nella serata, all’interno dello spettacolo “Zero a Zero” di Daniela Baldassarra, si propone lo scopo di effettuare uno “scardinamento” dei principali stereotipi di genere, così come vengono manifestati, talvolta inconsapevolmente, in tutte le età evolutive dei bambini e degli adolescenti, a partire dai tre anni di età.

E qui interviene la scuola perché per spiegare la violenza non bisogna aspettare: si può partire anche dalla scuola dell’infanzia cominciando a parlare di rispetto, magari promuovendo il gioco del rispetto, come consiglia la psicologa Veronica Buccoliero, anche lei in prima fila a sostenere le docenti di questo lavoro che si propone come vera e propria sfida educativa. Coraggioso l’intero collegio dei docenti che ha scelto un tema difficile che serve per la crescita della consapevolezza di sé, fondamentale per essere donna di domani volta al sentimento senza dimenticare il suo centro.  L'incontro con la scuola è stato diretto da Elena Manigrasso affiancata dalla referente Manuela Monda e da tutto il gruppo coeso e fortemente motivato. Compresi gli alunni che hanno presentato i loro lavori di fronte a un pubblico curioso e accogliente.

Lo spettacolo di Daniela Baldassarra  ha reso ben visibile attraverso l’ironia, quanto sia importante ricominciare dopo un rapporto di violenza, e soprattutto ripartire con la gioia di vivere con un senso ben preciso: di aver lottato per la propria dignità.  La prima cosa che occorre tenere a mente dopo una violenza è che la strada per lasciarsi alle spalle umiliazioni e maltrattamenti non è quella di dimenticare, ma al contrario arrivare ad elaborare il dolore e fare del proprio percorso un momento di crescita per tutte. Una crescita che si chiama emancipazione. Ed è quello che l’attrice ha sottolineato nelle due serate proposte a Sava e a Taranto, soprattutto con le parole donate alla mamma di Federica de Luca: “Hai un bel sorriso. Quanto dolore c'è voluto per crearlo?

TROPPA EMOZIONE IERI A TARANTO NELL'ASCOLTARE LA TESTIMONIANZA DI RITA, MAMMA DI FEDERICA DE LUCA E NONNA DI ANDREA, BRUTALMENTE UCCISI DUE ANNI FA...

Dobbiamo davvero ristabilire un contatto con la nostra Anima.

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