118Le nuove prospettive del Sistema dell’Emergenza-Urgenza in Puglia saranno al centro della tavola rotonda organizzata dalla Fp-Cgil di Lecce. Martedì 9 ottobre, con inizio alle ore 12, l’Aula Magna del Polo Oncologico dell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce ospiterà un dibattito sulle conseguenze dell’istituzione dell’Agenzia Regionale dell’Emergenza-Urgenza.

Presiederà la tavola rotonda Biagio D’Alberto, segretario generale della Fp-Cgil di Puglia e introdurrà Floriano Polimeno, segretario provinciale della Fp-Cgil Lecce. Porterà il saluto della città ed interverrà il sindaco Carlo Salvemini. Sono previsti gli interventi di: Valentina Fragassi, segretaria generale della Cgil Lecce; Ottavio Narracci, direttore generale della Asl di Lecce; Domenico De Santis, consigliere del presidente Emiliano per i rapporti istituzionali; Giancarlo Ruscitti, capo Dipartimento Salute e benessere della Regione Puglia. Daranno un contributo ai lavori anche i rappresentanti della Conferenza dei sindaci della Asl di Lecce, del Coordinamento Servizio Emergenza-Urgenza 118 della Asl, del Consiglio Regionale, degli Ordini dei Medici e delle Professione Infermieristiche, della direzione, degli operatori e dei volontari del 118 provinciale.

La Tavola rotonda sarà l’occasione per discutere su alcune delle criticità del Sistema Emergenza-Urgenza nella Asl di Lecce. «Criticità che derivano da diversi fattori», spiega Floriano Polimeno. «Per esempio dall’evidente disorganizzazione di un sistema abbandonato alla volontà dei singoli direttori, senza la regia strategica e istituzionale della Regione. In queste condizioni non si fa altro che formare piccoli orticelli lasciati alla mercé dei capricci dei singoli. Pesano anche le assenze di protocolli condivisi e di provvedimenti economico-giuridici che riconoscano la particolarità del servizio ed i rischi che gli addetti ai lavori incontrano quotidianamente», dice il sindacalista riferendosi alle continue aggressioni subite dagli operatori. «Purtroppo la riduzione del personale medico, ormai prossimo alla metà della pianta organica prevista, e del personale infermieristico causa al sistema grossi affanni. Fino al punto che le ambulanze che dovrebbero assicurare la presenza di infermieri a bordo, circolano a Campi, Veglie e Galatina spesso con i soli soccorritori, pregiudicando la sicurezza e la qualità del servizio».

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