telef-azzurroIl Telefono Azzurro si arma di fiori e scende tra la gente con la campagna "Fiori d'Azzurro" - #NonStiamoZitti per accendere la questione del bullismo e supportare le attività delle sue helpline . Sabato 18 e domenica 19 aprile in 2.300 piazze si potranno fare donazioni in cambio del "fiore del sorriso", la Calancola. I dati relativi alle richieste d'aiuto, trattate dall'Associazione, confermano il bullismo come un fenomeno in crescita e in continua evoluzione come dimostra il cyberbullismo.

Gli episodi di bullismo, sottovalutati, liquidati talvolta come  parte della crescita o come scherzi tra ragazzi, si alimentano proprio di questa indifferenza.  Hanno davanti una schiera di adulti poco preparati a riconoscerli e gestirli. Il bullismo è spesso un fenomeno di gruppo in cui oltre alla vittima e all’aguzzino vi è un pubblico che resta neutrale. E’ proprio questa cosiddetta “maggioranza silenziosa” che riveste un ruolo decisivo. Genitori e insegnanti dovrebbero partire anche da qui, dal far maturare una responsabilità in chi assiste alle violenze.

Non si tratta solo di violenze fisiche. Spesso sono psicologiche. Molto comune è il “bullismo indiretto”, una forma più subdola e difficile da riconoscere perché si concretizza nell’esclusione dal gruppo dei coetanei, nell’isolamento, nella diffusione di calunnie sul conto della vittima, nel danneggiamento dei rapporti di amicizia.

Ogni atto di bullismo mina l’autostima della vittima, la sua capacità di relazionarsi, di accettare se stessa, dunque di convivere in una società. Ha bisogno di aiuto. Non riesce a ribellarsi. Ha bisogno che qualcuno scopra la sua sofferenza perché ha timore nel confessare le violenze.

Dall’altra parte il bullo ha un forte bisogno di dominare sugli altri ed è incapace di provare empatia. Generalmente non soffre di insicurezza o ansia e la sua autostima è nella norma o addirittura superiore alla media.

Contrastare il bullo vuol dire anche far crescere nella vittima la consapevolezza delle proprie capacità, delle proprie abilità, farla sentire amata e degna di attenzioni.

Testimonial dell'iniziativa è Nek che ha detto “con la violenza non si vince la violenza, il bullo non va picchiato, va amato e aiutato. Se incontrassi un bullo gli direi che nessuno nasce cattivo. Al di là di tutti i nostri sbagli siamo nati per un'altra cosa. Siamo fatti per amare, nonostante noi…".
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App Immuni “Un piccolo gesto, per un Grande Paese”

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