Via crucis - Noha

Archivio video
raffaele cantoneCaro direttore, la ringrazio per l’opportunità offerta.  Mi auguro sia l’inizio di una serie di contributi  di giovani salentini (in sede e fuori sede) ad una riflessione più ampia sui temi del nostro territorio, e più in generale del nostro tempo. Da giovane lavoratore “espatriato” fuori sede, ho seguito da lontano il dibattito sul futuro della sanità pugliese, a partire dal piano di riordino ospedaliero. Mi permetto di dire la mia sull’argomento, anche a seguito dell’appello odierno lanciato dal Presidente dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione, Raffaele Cantone, intervenendo alla presentazione del Rapporto di Transparency Italia, Censis e Ispe-Sanità.

Cantone ha parlato della sanità come di un “terreno di scorribanda da parte di delinquenti di ogni risma", ricordandoci che gli sprechi e la corruzione presenti nella sanità ci costano 23,6 miliardi di euro l'anno, e che nel 37% delle aziende sanitarie italiane (una su tre) si sono verificati episodi di corruzione, negli ultimi cinque anni.

Sarebbe bello che il dibattito sulla Sanità, anche nella mia terra, sappia mettere al centro temi come questi.

Forse le battaglie che migliorano le condizioni di vita delle persone sono quelle che puntano a garantire il diritto alla salute (in tempi ragionevoli) più che il diritto ad avere un ospedale sotto casa. O quelle che riescono a ridurre i macroscopici fenomeni di corruzione sulla pelle delle persone, certamente favoriti dalla proliferazione di migliaia di centri di spesa e d'acquisto sul territorio (come le ASL, appunto).

Mi è sembrato che questi aspetti non siano stati considerati, nel dibattito pubblico che si è sviluppato in quelle settimane. Il rischio, in questi casi, è di dare l’impressione di imbastire crociate per il mantenimento dello status quo, o di essere di fronte a un mero scontro tra ceti politici. Questo, forse, spiega anche la limitata partecipazione delle comunità cittadine alle iniziative messe in campo.

E pone interrogativi e sfide alla nostra classe dirigente, sulla capacità di allargare l’orizzonte del dibattito aldilà della dicotomia ospedale (sotto casa) si/ospedale (sotto casa) no, contemplando anche i temi sopracitati.

Il mio contributo, come vede, non si poggia su dogmi particolari o certezze precostituite, e pone perlopiù interrogativi.

Mi auguro, tuttavia, che possa essere minimamente utile alla riflessione dei suoi lettori. Grazie per la spazio gentilmente concesso. Alessandro Martines

Carissimo Alessandro, il tuo contributo lo ritengo utilissimo per una sana riflessione, e soprattutto per una utile discussione fuori da schemi precostituiti. Mi auguro che molti prenderanno spunto da ciò per alimentare il dialogo. Un saluto T.M.


http://www.repubblica.it/politica/2016/04/06/news/cantone_sanita_scorribanda_delinquenti_di_ogni_risma_-137015392/?ref=HREA-1