img 1006Domenica 18 febbraio 2018, presso la libreria “Testolinee” di Manduria, la presidente dell’Archeoclub locale, prof.ssa Anna Maria D’Andria, ha presentato il nuovo libro di racconti di Cosimo Rodia, davanti ad pubblico attento e competente. Di seguito la prolusione.

«”TI RACCONTO IL SUD”, Adda editore, sono fiabe, leggende, racconti, della tradizione pugliese, alcuni dei quali molto antichi, che Cosimo Rodia ha raccolto in questo volume per ragazzi con una narrazione ed uno stile lineare ed avvincente. I racconti si snodano in un arco di tempo imponderabile offrendo uno spaccato della civiltà contadina in cui compaiono sullo sfondo della nostra terra figure familiari, come il contadino laborioso e generoso, il feudatario prepotente, il giovane astuto che riesce a sposare la principessa bellissima. Ma non solo, a queste se ne aggiungono altre, ormai radicate nella storia e nell’immaginario meridionale, quali i Saraceni ed i briganti, confinati dalla cultura popolare nell’immutabile ruolo di cattivi, prima che una soluzione positiva rimetta tutto a posto, ricostituendo gli equilibri e soddisfacendo così le inevitabili aspettative  del giovanissimo lettore, destinatario di questa raccolta, a cui  tra le righe viene, ovviamente, trasmessa la morale del racconto che poi si dovrebbe tradurre in insegnamento di vita. Perché far leggere un libro così ai nostri ragazzi? Beh, innanzitutto per far comprendere loro che esiste un mondo dei racconti ben diverso da quello di internet e dei cartoni animati, che un libro può essere un’ottima compagnia ed essere accattivante, che c’era un tempo non tanto lontano in cui il ritmo della vita non era frenetico e non si  trascorrevano le serate davanti alla televisione. Un tempo in cui poteva esserci una nonna che raccontava, anche perché i nipotini non erano occupati in tante attività pomeridiane come oggi […].

Non che quello fosse un mondo migliore, ma diverso sì. Meglio evitare vane nostalgie […]. Il mondo di oggi è diverso, ma questi racconti del passato ci restituiscono una fetta della nostra storia, di immagini non astratte. Un passato ben radicato nella nostra realtà, con i nomi di contrade e masserie. Così ad esempio scopriamo che alla masseria della Corte dei Vescovi, vicinissima a Manduria e che tutti conosciamo è legata la triste leggenda di Violetta o leggiamo con  stupore altre fiabe in cui le case sono teatro di misteriose presenze, attestate dalla cultura popolare da soffi misteriosi, gemiti, che non sarebbe stato difficile spiegare razionalmente come guaiti lontani, spifferi o scricchiolii  di stipiti e porte. In questo modo però sarebbe sparita la magia del  racconto. Meglio quindi lasciare il campo  alla suggestione ed accettare le presenze assolutamente impalpabili, che rivelano il nostro bisogno tutto umano di non recidere mai definitivamente il legame affettivo con chi non c’è più, come nel racconto “L’Ombra”, o lasciare libera la fantasia nel ricordare  vecchi racconti popolati di spiritelli che destavano tanta curiosità e qualche timore nei bambini di tanti anni fa e forse lasciavano anche qualche traccia. Non c’è solo questo però nella raccolta di Rodia, infatti non mancano esempi di ardimento e di solidarietà umana come nel racconto del fabbro o quello dell’avaro o del contadino generoso, e tanto altro che rende la lettura avvincente […].

Infine un’ultima considerazione sulla copertina del libro, elemento non secondario in una raccolta come questa e particolarmente difficile, poiché è impossibile trovare qualcosa che accomuni ventuno racconti, invece  mi sembra che la riproduzione della bellissima bottiglia antropomorfa di Grottaglie sia l’immagine ideale per questo libro. Un prodotto artigianale, tipico della nostra terra con l’espressione attonita, anzi sognante del volto umano, con  i suoi caratteri, i bellissimi e raffinati decori, i suoi colori è proprio l’ideale per introdurci nel mondo fantastico dei racconti di Cosimo Rodia». La serata si è conclusa con l’intervento dell’autore che si è sottoposto alle diverse domande dei partecipanti.

Presentazione dell'ex Complesso monastico delle Clarisse ristrutturato

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