signora fadiIl 16 e 17 febbraio, presso il teatro Monticello di Grottaglie, si è tenuto uno spettacolo divertente ed esilarante dal titolo “Teche teche tè” portato in scena dalla scuola di musical “Aetè”, ormai da anni radicata nel territorio tarantino.

Lo spettacolo è diviso in più sequenze, ognuna delle quali ricca di citazioni cinematografiche e musicali della prima televisione italiana. Le canzoni come “Ho un sassolino nella scarpa” fanno ricordare le nostre nonne con i loro vestitini color confetto, i capelli cotonatissimi con fiocco da collegiale, il loro volteggiare a prova di sottogonna, nelle prime rotonde in riva al mare. Una televisione buonista che cercava di educare l’Italia da poco uscita da un drammatico conflitto mondiale, a valori legati alla famiglia e al lavoro, leve che sarebbero state capaci di sollevare le città dalle macerie.

La donna che lavora è ancora una mosca bianca, è per questo che le “signorine buonasera” sono viste con interesse e curiosità, è l’approccio delle donne all’interno della scatola magica.  E poi in scena arrivano attrici, ballerine, cantanti, segretarie che vogliono sfondare e arrivare al benedetto posto fisso dietro la scrivania di qualche ufficio radiotelevisivo.

E come non poteva mancare Carosello, che mandava a letto i bambini al suo termine. La canzoncina delle pubblicità recitate da attori famosi mandavano a nanna tutti i bambini d’Italia con “bidibodibù e gigante pensaci tu”. Al Monticello il Carosello ha visto due attori cimentarsi con la pubblicità del caffè Fadi, scomodando addirittura il dottor Freud e la signora Fady del primo Novecento. Ma ciò che ha fatto commuovere a chi scrive, presente nel cast, è stata la preghiera degli artisti recitata da don Alessandro a sipario chiuso.

Un riscatto per tutti gli attori, musicisti, ballerini, PER IL TEATRO IN GENERE, CHE A volte viene sottovalutato o addirittura offeso da chi neanche sa cosa significa recitare, preparare il copione, sceneggiatura, regia, scenografia. Il teatro e la musica invece sono l’espressione alta dell’animo umano, manifestazione del fuoco divino, energia creatrice che è dentro di noi.

Mi sono trovata a difendere il teatro e la musica anche come scelta personale, come libertà di espressione che aggiunge sentimento alla vita stessa. Che rende l’anima più bella e portata a condividere con gli altri la bellezza stessa. A chi con fare borioso, e con ignoranza, considera il teatro un fenomeno da baraccone, suggerisco umilmente di leggere le parole bellissime di Giovanni Paolo II, che così recitano:

A quanti con appassionata dedizione 
cercano nuove «epifanie» della bellezza 
per farne dono al mondo 
nella creazione artistica
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Presentazione dell'ex Complesso monastico delle Clarisse ristrutturato

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