silvana melliLa Direzione Generale della ASL Lecce c’è ed è operativa. La realtà è più complessa di certe semplificazioni giornalistiche, soprattutto quando confondono dinamiche politiche – di per sé mutevoli - con questioni squisitamente tecniche.  Di seguito i fatti, che inoppugnabili e sotto gli occhi di tutti chiariscono meglio la vicenda a chi non si accontenta.

Dal 14 settembre scorso la Direzione Generale ha firmato all’incirca 490 delibere di varia natura in otto settimane, ossia 40 giorni lavorativi. Tra gli atti più importanti, vi è sicuramente il via libera alla liquidazione di due Stati di Avanzamento Lavori (SAL) del DEA del “Vito Fazzi” che, di fatto, hanno sbloccato definitivamente una situazione difficile, questa sì “sospesa” e stagnante da diverso tempo, ma importantissima per l’Asl (anche in termini economici) e per il futuro della Regione nel delicato settore della Sanità. Non abbiamo mai smesso di impegnarci e di lavorare per il bene della comunità salentina e dell’Azienda, portando a termine tante altre questioni.

Approvazione del Business Plan di Sanitaservice (con il passaggio al full-time dei dipendenti e la programmazione di diversi concorsi), inaugurazione del secondo modernissimo Angiografo in dotazione alla Chirurgia Interventistica, cantierizzazione dell’Unità Farmaci Antiblastici dell’Ospedale di Gallipoli, dispiegamento sul territorio di nuove tecnologie (dopo gli ecografi, sono in arrivo i mammografi), rafforzamento della diagnostica, delle prestazioni specialistiche e dei Day Service nei Distretti Socio Sanitari, dove i PTA erano solo ex Ospedali dismessi e ora ricominciano ad offrire servizi sanitari, anche grazie all’attività dei coordinatori di branca specialistica che stanno uniformando le procedure di visita nei vari Distretti. A tutela delle fasce più deboli dei pazienti domiciliari, e in accordo con medici di base e associazioni, abbiamo anche stabilito di accorpare funzionalmente (per tutte le branche specialistiche) l’utilizzo dei costosi ecografi portatili, in modo da coprire le necessità non solo dei PTA, ma anche di tutti gli altri Distretti: invece dei pazienti, facciamo muovere i macchinari.

Nell’ambito del potenziamento degli screening, ricordiamo il rinnovato Centro di Senologia di Nardò e, dovendo partire a breve la rete degli screening per la prevenzione del Carcinoma del colon retto, è stato già predisposto  l’acquisto di nuovi colonscopi, per i quali si sta giungendo alla conclusione delle procedure previste dalle normative vigenti e sono stati ad oggi già definiti i due Centri di riferimento di secondo livello e comunicati alla Regione (Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce e Ospedale di Scorrano), i cui Direttori di riferimento, dr. Dell’Anna e dr. Paiano, hanno già garantito  - in accordo con questa Direzione Generale - di dedicare allo screening di 2° livello ulteriori 30 nuove prestazioni settimanali, fatta salva la possibilità di allargare la rete in seguito. Importante traguardo raggiunto è il varo della rete della Terapia del Dolore e la rete delle Malattie Rare, che distingue una componente tecnico scientifica in stretta connessione con il COREMAR (coordinamento regionale Malattie Rare) ed una componente assistenziale, il tutto grazie ad una sinergia tra professionisti sia territoriali sia ospedalieri che operano anche a domicilio dei pazienti. Ed ancora il trattamento del Linfedema post carcinoma mammario, così come l’avvio del Servizio di trasporto in emergenza per i neonati (STEN), per il quale Asl Lecce è uno dei tre Hub regionali, e per le mamme (STAM) di recente attivazione, che ha visto l’impegno della nostra Direzione Sanitaria. Stiamo collaborando con la Regione (ARESS), inoltre, per la definizione della Rete Oncologica e abbiamo ostinatamente accorciato le liste d’attesa, riportandole all’interno dei parametri previsti dal Piano Nazionale di Governo.

Abbiamo espletato e in parte concluso 28 concorsi per medici (più altri tre in pubblicazione). Già assunti o in fase di assunzione 5 medici in Radioterapia, 14 psichiatri, 18 anestesisti, 53 medici per i Pronto Soccorso, 2 neuroradiologi, 6 oncoematologi pediatrici, 15 pediatri, 22 radiologi, 4 chirurghi plastici e 15 di Chirurgia generale. Stiamo verificando i costi per poter programmare in modo più snello le procedure per le relative assunzioni e per la stabilizzazione del personale precario medico e paramedico. Senza dimenticare il Piano di Riordino, per il quale abbiamo disattivato il Punto Nascita e trasferito la Pediatria e Ginecologia da Casarano a Gallipoli e siamo pronti per definire l’avvio del Polo Pediatrico, il secondo della Puglia e tra i pochi nel Sud Italia. Passaggi formali (e sostanziali) che vanno di pari passo con le direttive del Dipartimento della Salute della Regione Puglia, così come accade per tutte le Direzioni Generali delle aziende sanitarie e ospedaliere pugliesi. Fruttuoso e fitto è stato anche il confronto con i sindacati, in linea con l’intesa regionale del dicembre 2016. La ASL di Lecce è stata tra le prime a varare una cabina di regia sui più delicati temi in agenda (dai fondi FESR ai progetti obiettivo passando per la mobilità del personale, giusto per esemplificare).

Un’apertura concreta nei confronti dei sindacati di categoria che ci risulta sia stata portata ad esempio a livello nazionale ma che, per continuare a produrre risultati positivi, avrebbe bisogno di più dialogo e meno polemiche, in virtù di un reciproco e rispettoso riconoscimento di ruoli e prerogative. La ASL Lecce, insomma, è perfettamente in servizio e mai è stata condizionata al e dal destino professionale del Direttore Generale: e guai se così non fosse. Il trasferimento, se avverrà, avverrà quando il Presidente avrà fatto le sue opportune valutazioni nell’interesse della comunità salentina tutta. Nel frattempo, la programmazione della ASL Lecce prosegue senza soluzione di continuità alcuna e andrà avanti normalmente.

La Direzione Generale, quindi, continuerà a prendere decisioni e ad assumersi le responsabilità previste da un ruolo di alta amministrazione, gestione e organizzazione. Anche per questo, non si vuole essere trascinati a forza in polemiche che non mi appartengono e sicuramente non interessano il pubblico e lasciano interdetto chi è abituato, da tecnico, a lavorare con continuità e impegno senza lasciarsi suggestionare da critiche che hanno il sapore della politica-politicante e, riecco la cocciuta forza dei fatti, ben poco di concreto. A parte l’età, naturalmente, che ormai appare l’argomento stucchevole di chi non ha altro su cui appigliarsi. Ed è oltremodo paradossale che l’età pensionabile di una manager, al netto di questioni contrattuali tecnicamente insormontabili, sia vissuta in un certo dibattito pubblico come un “problema”, in una Italia che della gerontocrazia, rigorosamente declinata al maschile, ha fatto una bandiera.

VII Festival Canoro del Centro D.I.R.E.

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