Via crucis - Noha

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stop omofobiaVi è un adagio nel libro del Qoelet che recita: “Nihil sub sole novum”. Niente di nuovo sotto il sole. Niente di nuovo anche sotto il nuovo sole del 2015. Soprattutto per quanto riguarda, in Italia, una delle minoranze più discriminate: quella degli omosessuali. Proprio in questi giorni (3 Gennaio), tramite il giornale online “La Repubblica” si viene a sapere che la Regione Lombardia ha patrocinato un convegno omofobo organizzato da alcune associazioni fondamentaliste cristiane al quale prenderà parte anche il presidente della Regione R. Maroni. Obiettivo del convegno è chiarire come esista un solo modello di famiglia e come il riconoscimento delle unioni o “peggio ancora” dei matrimoni omosessuali potrebbe rovesciare l’ordine costituito fino a portare alla guerra sociale. Nulla di nuovo, purtroppo, sotto il sole. O meglio: qualcosa di nuovo c’è: il logo di Expo 2015 sulla locandina della Conferenza. Interessante è notare come al convegno non parteciperanno psicologi o sociologi di fama nazionale e internazionale oppure non è stata invitata nessuna Associazione omosessuale per cercar di creare un minimo contraddittorio. Prenderà invece parte, ad esempio, la giornalista C. Miriano, autrice del libro “Sposati e sii sottomessa”: il nome del libro è tutto un programma, quasi un inno – mi si permetta l’ironia – all’uguaglianza fra uomo e donna. Oppure, altro illustre partecipante è L. Amicone, direttore del quotidiano online “Tempi”, uno dei giornali più omofobi esistenti, una testata giornalistica che non esita ad andare anche contro quei vescovi e cardinali che con le loro osservazioni e riflessioni appaiono troppo “aperti” e “reazionari” contro l’ordine naturalmente (?) costituito. Ovviamente verranno discussi temi che scienze come l’antropologia, la sociologia, la psicologia rifiutano categoricamente e che considerano non solo anacronistici ma lesivi della dignità della persona;  le tesi proposte all’uditorio verranno fatte apparire così evidenti da sembrare inconfutabili. Eppure la scienza e la filosofia hanno dimostrato già da tempo che nulla è come appare e che basare le proprie opinioni sulle apparenze è dannoso e pericoloso. Nulla di nuovo sotto il sole, purtroppo, anche all’alba del 2015. Dove abbiamo il cardinale di Bologna, C. Caffarra, che nel discorso di inizio anno s’è premurato d’attaccare ancora una volta il sindaco e la giunta comunale per aver permesso la registrazione dei matrimoni omosessuali contratti all’estero, affermando che così facendo hanno violato l’ordine costituito e minando la società nelle sue fondamenta, sottolineando come la famiglia naturale (?) è ormai vittima di numerosi attacchi. Accanto a lui il cardinale di Genova, A. Bagnasco che ormai non sembra più vivere per testimoniare il Vangelo di Cristo ma per ordire attacchi impliciti e espliciti contro la comunità omosessuale, con membri della sua chiesa genovese che hanno sostenuto che le ultime recenti alluvioni causate dai forti temporali sono colpa di gay e lesbiche. Dove ancora una volta, nonostante i moniti di papa Francesco, abbiamo la Chiesa Cattolica che cerca di manipolare e manovrare la politica italiana la quale, fedele alla Costituzione, dovrebbe avere come principio, fra l’altro, la promozione dell’uguaglianza dei diritti e dei doveri di tutti i cittadini italiani. Davvero gli omosessuali, con i loro diritti, porterebbero il disordine sociale o addirittura la guerra? Non vi è una sola rivendicazione, un solo messaggio, una sola parola detta dai movimenti omosessuali che riconduce a significati semantici bellicosi o semplicemente destabilizzanti. La continua lotta è portata avanti da chi vuol privare una comunità di alcuni diritti fondamentali che garantirebbero serenità psichica e sociale a tutti. Chi è in continuo assetto di guerra è proprio colui che vuol preservare un ordine costituito ingiusto e discriminante. Non chi invece, con una estensione giusta ed equa del diritto, ad esempio, al matrimonio civile non vuol privare nessuno dei diritti acquisiti. Per questo i guerrafondai non sono di certo quei movimenti che, in nome anche del diritto alla sicurezza, cercando di contrastare con contromanifestazioni associazioni o gruppi di persone dal carattere folle e schizofrenico come le ormai note “Sentinelle in piedi” che in nome della difesa della libertà di parola e di espressione vogliono impedire ad una parte della popolazione di parlare e di esprimersi liberamente contro di loro portando alla luce come i loro messaggi che incitano all’odio e alla violenza. Niente di nuovo anche sotto il sole del 2015? La comunità omosessuale e transessuale spera che un giorno cessi la persecuzione sistematica nei suoi confronti che in Italia è in atto. Spera davvero in una legge contro l’omofobia e la transfobia – visto che i cittadini omosessuali e transessuali vengono attaccati violentemente con parole e azioni in quanto tali, esattamente come avviene per le donne, per gli ebrei, per persone di etnie e culture diverse – e  in delle leggi che garantiscano diritti uguali per tutti (stanchi di politici come il presidente M. Renzi che promette e non mantiene). Se poi ci si vuole correttamente informare sull’omosessualità si vadano a leggere le vere pubblicazioni scientifiche che ne parlano e pubblicano risultati di indagini e propongono alla comunità analisi serie e condivise dalla comunità scientifica mondiale:  l’omosessualità non è una malattia dalla quale bisogna guarire e dove i matrimoni omosessuali sono consolidati nell’ordinamento civile non c’è stato nessun disastro sociale e economico. Se proprio dobbiamo rifarci ad una metafora evangelica gli omosessuali devono davvero attendere un samaritano che gli aiuti? E gli ignoranti vadano a ricercare come erano considerati i Samaritani ai tempi di Gesù e si rileggano bene la parabola in questione. Sperando di poter smentire quel velato pessimismo che portò il Qoelet a dire: “nulla di nuovo sotto il Sole”.