pizzale vincenzo carrozzini 1Dopo la nostra denuncia sullo stato di abbandono e degrado di Galatina, in tanti ci hanno segnalato, o pubblicato sulla rete, le situazioni più sconcertanti. Da parte di tutti, si chiede agli amministratori un cambio di passo, affinché la nostra Città e le Frazioni siano pulite e rese presentabili. Qualcuno ha anche denunciato i danni alla salute provocati dalle erbe infestanti, che, in alcune zone, hanno una vegetazione rigogliosa, come i fenomeni di gravi allergie dovute alle impollinazioni primaverili.

Le foto che documentano questa situazione sono tante, ad iniziare da quelle dei cimiteri cittadini, dove sono coperte le lapidi dei propri cari, i marciapiedi, i viali, le  rotatorie, i giardini e le aiuole, anche quelle più piccole, di verde pubblico.

Alcuni hanno riscoperto il fai da te, si sono rimboccati le maniche, e, armati di zappe e rastrelli, hanno provveduto a pulire le zone adiacenti la proprie abitazioni. Un esempio che potrebbe essere seguito, ma ci porterebbe lontani dalla realtà contingente.

In questi giorni, in tutta fretta, l’Amministrazione comunale, sta mettendo una pezza. Ma la fretta è sempre cattiva consigliera: Piazza Mons. Gaetano Pollio (San Sebastiano), Largo Tevere e il monumento ai bersaglieri, Viale Santa Caterina Novella, Largo Prof. Vincenzo Carrozzini, sono state liberate dalle erbacce, ma rimangono i rifiuti, ma, soprattutto, i cespugli e gli alberi non hanno avuto alcun intervento di rigenerazione e di potatura delle parti secche.

Comunque, meglio che niente. Occorre ridare a Galatina, e a tutto il nostro territorio (centro, Frazioni e periferie), un aspetto decente, facendole riacquistare il suo ruolo di Città d’Arte e di Cultura, cancellando l’immagine, degli ultimi due-tre anni, di uno sconsolante “paesone”, senza nulla togliere ai tanti borghi salentini, che sono ordinati e ben tenuti.    

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