Sempre più spesso assistiamo a spot pubblicitari che ci invitano ad utilizzare integratori a base di fibra alimentare che ci possono aiutare e ritrovare la nostra regolarità intestinale, ma perché è così importante consumare cibi contenenti la fibra?

Prima di parlare di ciò dobbiamo dire che circa il 28% della popolazione dei Paesi industrializzati soffre di stipsi, le donne e gli anziani sono il doppio rispetto agli uomini, può avere cause primarie (ridotta motilità intestinale) o secondarie (assunzione di farmaci, ridotta assunzione di liquidi, ridotta assunzione di fibre); ma ciò che sottovalutiamo è quali siano i problemi associati a questa condizione: la prolungata permanenza nel colon delle feci provoca l’assorbimento delle sostanze di rifiuto tossiche da parte dei capillari e del sistema linfatico provocando un sovraccarico funzionale del fegato e dei linfonodi che da luogo alla cosiddetta “tossiemia intestinale”.

Le tossine assorbite, si propagano nell’organismo provocando: alitosi, cefalea, sonnolenza postprandiale, disturbi dell’attenzione e depressione. Inoltre, bisogna tener conto che il 50% del sistema immunitario associato alle mucose si trova nell’intestino, un’irritazione cronica delle sue pareti può provocare una iperstimolazione dei linfociti presenti nell’intestino, che, a causa dell’assorbimento da parte della linfa dopo ore o giorni possono trovarsi in altri organi ed eventualmente creare uno squilibrio del sistema immunitario, addirittura anche Freud documenta una psiconevrosi relativa alla stitichezza.

Per ritrovare  la propria regolarità (evacuare almeno una volta al giorno) è fondamentale il consumo di fibra, per fibra si intende “la componente dietetica resistente alla degradazione da parte degli enzimi del corredo enzimatico”, esistono due tipi di fibra: f. insolubile (contenuta in pane integrale, crusca, fagioli, radicchio, ecc.) che assorbe e trattiene acqua nel lume intestinale aumentando il volume e la morbidezza della massa fecale, aumentandone così la velocità di transito; la f. solubile (contenuta in patate, mela, frutta secca, riso integrale, ecc.) che è fermentabile dalla flora batterica stimolando così la crescita dei batteri “buoni” dell’intestino (azione prebiotica), riduce l’assorbimento di glucosio (abbassando l’indice glicemico) e il colesterolo. Per soddisfare questo bisogno di fibra sono necessarie ben cinque porzioni al giorno tra frutta e verdura.

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