pupillaDi campagne di promozione della lettura ce ne sono tante. Quella che si è appena conclusa, organizzata dall’Associazione Italiana Editori, ha dato ossigeno alle biblioteche scolastiche, per ora con il sostegno delle famiglie. Il contributo degli editori arriverà in seguito e si spera che i titoli siano scelti con la stessa premura con cui i genitori, nel loro piccolo hanno scelto e vagliato i libri da mettere in mano ai loro figli. Anche i librai, nella nostra città, hanno fatto la loro parte. Sì, perchè oggi aprire una libreria è una scelta che comporta sacrificio e si basa sulla volontà di far crescere culturalmente e socialmente un territorio. Le parole di Chiara Sergio sono la testimonianza appassionata di questo impegno.

Chiara, libraia e amica, nella sua giovanissima libreria per bambini “Pupilla” di Brindisi in tempi non sospetti ha inaugurato il “libro sospeso”. Ho scelto le sue parole, perché sono un seme di speranza nella bellezza che i libri possono custodire, coltivare, alimentare, diffondere. Anche la speranza che lavorando tutti insieme possiamo contribuire ad educare persone pensanti e quindi libere, cogliendo ogni opportunità che ci è data.

“Questa notte non riesco a dormire. Forse ho bevuto troppi caffè, forse ho ancora l’adrenalina che mi scorre nelle vene e mi fa battere forte il cuore. Tantissime immagini affollano la mente, ed i pensieri volano verso la forza e la grandezza dell'esperienza appena vissuta.

Questo primo anno di #ioleggoperché è stato un’immersione vera, un viaggio lungo molto più del tempo reale. In appena 10 giorni, ho incontrato circa 60 classi (fate voi il calcolo dei bambini!) e decine di genitori e insegnanti. 

Ho voluto che questo evento fosse celebrato come un'occasione vera di incontro. Come una possibilità per stare insieme e leggere le storie. Niente di speciale: solo pochi cuscini sparsi per terra e un libro. Un libro e il desiderio di farlo conoscere, di farlo vivere, di farlo vibrare.

Da Pupilla niente scatoloni in cui rovistare per appiccicare velocemente un'etichetta, ma cubi bianchi attraverso cui far passare i raggi del sole. Che tutti, dalla vetrina, potessero osservare crescere, giorno dopo giorno, i piccoli scrigni dei libri donati.

Da Pupilla niente banchetti per comprare e per vendere: che i bimbi, per fare esperienza di questo, ne avranno di tempo. Ma un posto piccolo piccolo, caldo e accogliente, e un cerchio. Un piccolo rifugio in cui ritrovarsi come una vera tribù, a fare festa. Che la bellezza è un fatto concreto.

Lo sanno bene i bambini quando ti guardano in silenzio con gli occhi spalancati e la bocca a forma di O.

Che la bellezza non basta idealizzarla o proclamarla. La bellezza va attraversata. Dovrebbero capirlo quei signori di potere e di cultura che condividono post sulle biblioteche di Honolulu...ma che si fossero affacciati una volta a vedere cosa accade in questo fazzoletto a metà fra il centro e la periferia della loro città. Quanto farebbe bene anche a noi grandi ogni tanto ascoltare le storie. Non solo raccontarle.

Che la bellezza è un fatto concreto.

Lo sanno bene in quella piccola scuola di periferia della provincia, in cui ogni bimbo -ogni bimbo- ha donato pochi centesimi per la propria biblioteca scolastica. Hanno acquistato circa quaranta libri. Più di qualsiasi altra scuola.

Certamente più di quella scuola di un quartiere VIP della nostra città.