Via crucis - Noha

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la renault 5Leggendo su una pagina di un Quattroruote del novembre del 1972 c’era una foto di una Renault 5 rossa che veniva definita una Mini alla Francese. Infatti, già dalla metà degli anni sessanta, la casa automobilistica di Billancourt iniziava a pensare ad un’utilitaria più compatta rispetto alla Renault 4. Per lanciare il nuovo modello i progettisti si ispirarono alla sorella minore britannica Mini. Quest’ultima fu lanciata dalla Morris nel 1959 per dotare il mercato d’oltremanica di una super utilitaria più veloce rispetto all’italiana Fiat 500. Infatti il motore di quest’auto era a quattro cilindri in linea rispetto alla rivale italiana che ne aveva invece due.

La Renault, però, pur ispirandosi alla famosa auto britannica, aveva intenzione di lanciare un modello di segmento superiore che affiancasse la più voluminosa Renault 4. Il primo prototipo della Renault 5 fu lanciato nel 1967. Le linee erano ispirate a quelle delle Mini britanniche ma erano più squadrate, più voluminose e spaziose. Da qui nacque, nel novembre del 1971, la Renault 5. Per questo il nuovo modello della casa di Billancourt fu definito “Mini alla francese”. La Renault 5 fu presentata al pubblico nel gennaio dell’anno successivo. Quest’auto aveva anche un cambio manuale posto sulla plancia, luci retromarcia e paraurti in plastica.

I fari erano trapezoidali e il frontale, in caso d’incidente, si piegava in modo tale da non far entrare il motore nell’abitacolo. Rispetto ad altre auto dello stesso segmento, come la Fiat 127, aveva un abitacolo con maggiore abitabilità che interesserà, in seguito, le future Fiat Uno e Peugeot 205. Le prime due versioni erano la L e la TL. La L era dotata di un motore da 700 cc a quattro cilindri in linea alimentato a carburazione meccanica monocorpo. In più aveva quattro freni a tamburo e interni piuttosto spartani. La TL, invece, aveva un motore da 900 cc, freni a disco anteriori, tergilunotto, lunotto termico, specchio di cortesia destro e tre posacenere. In più aveva disponibile, come optional, la selleria in sky.

Dal 1973 divenne opzionale il cambio sul pavimento. Nel 1974 nacque la versione sportiva LS con motore da 1300 cc, contagiri e fari allo iodio. Quest’ultima solo destinata al mercato transalpino. Nel 1975 la LS divenne TS e varcò i confini francesi. Nel 1976 si aggiunse la 1300 GTL, la versione più ricca di accessori ma, per il momento, solo per il mercato francese. Nello stesso anno il cambio sul pavimento divenne di serie. Nel 1977 fu lanciata la versione più spinta Alpine. Essa aveva un motore da 1300 cc che arrivava a 180 km orari. In più il motore era alimentato da un carburatore doppio corpo e arrivava da 0 a 100 in pochi secondi. Nel Regno Unito quest’ultima versione si chiamava Gordini.

La versione Alpine può essere considerata una sorella maggiore della Mini Cooper. Nel 1978 arrivò sul mercato la 1300 automatica con cambio automatico a tre rapporti. Nel 1979 fu lanciata sul mercato la seconda serie. Le modifiche non furono sostanziali. Gli interni e i cerchi delle ruote furono ridisegnati e, alla versione tre porte, fu affiancata quella a cinque porte abbinata alle versioni TL e GTL. Da questo momento l’allestimento GTL varcò i confini francesi. Nel 1981 la versione Alpine diventò Alpine Turbo. Nello stesso anno si aggiunse la versione turbo a motore posteriore. Nel 1982 arrivò la Turbo 2 sempre con motore posteriore e la versione TX. Le versioni Turbo e Turbo 2 erano alimentate a carburazione elettronica e, poi, ad iniezione. Nell’autunno del 1984 arrivò la terza serie.

Qui le modifiche furono più sostanziali. Le linee, pur riprendendo quelle tradizionali del 1972, diventano più aerodinamiche. Gli indicatori di direzione anteriori erano posti direttamente sotto i fari. Le ruote presentavano un disegno diverso ispirato alle Renault di segmento maggiore. La versione cinque porte, momentaneamente, sparì per non attaccare la concorrenza con la rivale Peugeot 205. Gli allestimenti erano quelli base C e SC con motore da 900 cc, TL e GTL con motore da 1100 cc e TSE con motore da 1300 cc. Dal momento che la domanda iniziava a crescere, nel 1985 arrivarono la versione cinque porte, la GT Turbo, erede delle precedenti Alpine, e le 1500 diesel TD e GTD. A queste si affiancò anche una versione automatica. Nel 1987 furono tolte dal mercato le versioni TL e GTL rimpiazzate dal nuovo allestimento Five.

Si aggiunse anche una versione sportiva TS. Nel 1988 fu modificata la mascherina anteriore perché il logo Renault fu spostato dal centro a sinistra e si aggiunsero i nuovi allestimenti GL, GR, GTR, GTX, SR, SL, TR, TL Campus e SD diesel. Nel 1990 fu lanciata la serie Saga, venduta, su alcuni mercati, come Prima o Cosmopolitan. Nel 1991, col lancio della nuova Clio, la produzione fu spostata in Slovenia. L’ultima versione della Renault 5 fu la Bye Bye del 1996. Della Renault 5 ci furono diverse edizioni limitate tra cui la Parisienne (1978-1984), la Le Car (1982-1984), la 5th Avenue (1984-1988), la Coach (1986-1988), la NRJ (1988-1991), la Tiga (1989-1991), la Blue Jeans (1989-1991), la Coupe de Coeur (1990-1991), la Podium (1988-1991) e la Flash (1986-1991). Vi è anche una versione statunitense prodotta tra il 1976 e il 1983. Della Renault 5 ci sono anche alcune derivate tra cui la Fiat Punto, la Lancia Musa e la Mini post 2001. Per rendersene conto è bene guardare i gruppi luci posteriori.