Via crucis - Noha

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fiat 124a v3Erano i primi anni novanta quando, con la 124 avorio di mio zio Nicola, andavamo ad Otranto, a Lecce, a Maglie e a Casarano. Oltre a quella di mio zio c’era un’altra 124 dello stesso colore che vidi nel posteggio del Monastero Cistercense di Santa Maria della Consolazione di Martano. Non riuscii mai ad identificare il proprietario ma, una sera, vidi, a stento, una figura di donna al volante.

La storia di quest’auto iniziò nella seconda metà degli anni sessanta quando gli assetati motori delle Fiat 1300 e 1500 iniziavano a non soddisfare la fascia medio-alta della clientela Fiat che preferiva orientarsi verso la più piccola 1100. Allora si incominciò a pensare ad un nuovo modello con motorizzazioni più economiche. Così, nel 1966, fu lanciata la nuova Fiat 124. Questa, rispetto al modello precedente, era una berlina tre volumi dalla linea più squadrata e meno aerodinamica ma, per l’epoca, modernissima. Sul frontale aveva due fari circolari e, sul retro, vi erano due gruppi luci orizzontali. Non vi erano luci retromarcia. Il motore da 1300 cc, raffreddato ad acqua e con alimentazione a carburazione meccanica monocorpo, fu portato a 1200 cc. I freni erano a disco su tutte e quattro le ruote. La plancia era più lineare. Il cruscotto a lunula era di derivazione Fiat 850. La selleria era di vinilpelle. Le versioni erano la berlina tre volumi, la familiare e la Sport Coupé. Quest’ultima montava un motore da 1400 cc alimentato a carburazione meccanica doppio corpo ed era una versione più spartana della Fiat Dino, rientrante nel segmento delle sportive di lusso. Nel 1967 fu lanciata la 125, una versione più equipaggiata della 124. Sempre nello stesso anno arrivò la 124 Sport Spider, una versione decappottabile della Sport Coupé. Il motore era uguale a quello della Coupé. Nel 1968 arrivò la versione Special. Quest’ultima era una 125 un po’ più spartana. A differenza della versione base aveva quattro fari circolari sul frontale anziché due. Il cruscotto a lunula era sostituito da uno tradizionale con tachimetro, contagiri, livello carburante e termometro dell’acqua del radiatore. Nel 1970 arrivò la seconda serie. Le modifiche riguardarono il disegno delle ruote e i gruppi luci posteriori. Alla Special si aggiunse la Special T, con il motore bialbero Twin Cam, soluzione adottata, in seguito, dalla Ford. A quest’ultima si aggiunsero la Sport Coupé e la Sport Spider 1500. Nel 1972 arrivò sul mercato la terza serie. Le modifiche non furono sostanziali. L’elemento più caratterizzante erano le maniglie di disegno diverso. I gruppi luci posteriori delle Sport Coupé furono ridisegnati. Col lancio della sorella maggiore Fiat 132 si aggiunsero le Sport Coupé e le Sport Spider 1600 e 1700. Sempre nello stesso anno si aggiunse la 124 Abarth Rally, che era una versione chiusa della Sport Spider. Quest’ultima partecipò a numerose manifestazioni sportive. La 124 uscì di produzione nell’autunno del 1974 sostituita dalla nuova Fiat 131. La Sport Coupé e la Abarth Rally uscirono di produzione nel 1975. La Sport Spider, a partire dal 1975, fu passata al marchio Pininfarina che la produsse fino al 1985 col nome di Spidereuropa e, per il mercato statunitense, Spideramerica.

Della 124 ci furono alcune versioni estere tra cui la spagnola Seat 124 e la russa Lada 2101.

Altre versioni estere furono la turca Tofas 124 Murat, la indiana Premier 124 e la sud coreana Asia Motors 124. La Fiat 124 fu esportata anche negli Usa e appare anche in alcuni episodi de “Le strade di San Francisco”.